“Il mio orrore non è iniziato con la strage di Parigi: prega anche per la Siria, per la Libia, per Gerusalemme, per la Palestina, per la Giordania, per Beirut, per l’Afganistan, per il Pakistan, per l’Egitto , per Gaza e tutti quei paesi rasi al suolo”. Queste le parole di una giovane appartenente all’associazione di promozione sociale World durante il momento di raccoglimento per commemorare le vittime dei fatti tragici avvenuti venerdì sera nella capitale francese:ennesima occasione persa per denunciare senza se e senza ma quanto accaduto. Non ci possono essere giustificazioni a quanto successo, stasera nel salotto cittadino è andata in scena una delle pagine più brutte degli ultimi anni: se questa è l’immagine di un Islam moderato allora qualcosa ci sfugge. Più volte è stato detto dai musulmani saliti sul palco allestito per l’occasione in Piazza Garibaldi che l’Islam si dissocia dagli atti terroristici ma poi è stato detto :”Stiamo assistendo ai bombardamenti della Francia su Raqqa, attacchi indiscriminati che rafforzano l’idea di un Occidente guerrafondaio con morti di serie A e morti di serie B: i civili dei paesi assediati valgono meno?. La Francia ha reagito, l’azione francese non è stata coraggiosa ma mossa da vendetta come in tutte le parti del mondo in cui l’Occidente bombarda con la scusa di una guerra democratica. Noi stiamo con i cittadini francesi che vivono nel terrore ma non con il governo francese che semina terrore”. Pronunciare queste frasi non rasserena gli animi e in qualche modo schierarsi contro il governo transalpino tirando in ballo interessi ed armi non ci pare la maniera migliore per mostrarsi disponibili sulla strada di una vera integrazione. In una serata in cui bisognava pregare per le vittime innocenti di una carneficina da condannare sempre e comunque, sono state trovate scuse frutto di rancori che non porteranno mai ad una vera integrazione. Il sindaco Claudio Pistoni ha detto:”Quanto accaduto va ricordato e commemorato, dobbiamo riprenderci certe libertà:speriamo in un’Europa capace di essere coesa contro il terrorismo; non possiamo cambiare le nostre abitudini, la vita democratica non può essere fermata. Io non ho paura: questo è lo slogan di questa serata”. Peccato si siano ricordate le vittime di tutte le guerre: questo non è sbagliato, ci mancherebbe, ma suona come qualcosa di provocatorio; “Ricordiamo tutte le vittime in Medio Oriente”, ha detto un rappresentante della Comunità Islamica di Sassuolo.Pensare ad una convivenza in questo modo risulta difficile, condannare introducendo dei però e dei forse non ci piace:questa sera si dovevano ricordare delle vittime invece spazio a vecchi rancori; questo modo di pensare non ci avvicina. Si parla di convivenza…CIMG1733CIMG1736