DISPOSIZIONE DELLA PREFETTURA DI COMO

Premesso che il 10 dicembre 2023 è in programma presso lo stadio comunale “G. Sinigaglia” di Como l’incontro di calcio Como – Modena, valevole per il Campionato di serie B;
Vista la nota Cat. A4/GAB.2023 – Prot. n. 48871 del 27.11.2023, con cui la locale Questura ha segnalato che l’incontro calcistico in argomento presenta molteplici fattori di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica;
Richiamata la Determinazione n. 43/2023 in data 30 novembre u.s. con cui il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS) ha richiesto al Prefetto di Como, sentito il Questore, di valutare la possibilità di adottare la prescrizione del divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Modena: dall’accesa rivalità tra le due tifoserie sono infatti scaturite, anche nella scorsa stagione, sia in occasione della gara di andata che in quella di ritorno, gravi turbative per l’ordine pubblico con il ferimento di personale di Polizia;
Sentito per le vie brevi il Questore di Como che si è espresso favorevolmente;
Ravvisata, pertanto, la necessità e l’urgenza di adottare le misure idonee ad assicurare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in occasione della competizione sportiva in argomento, garantendo il regolare ed ordinato svolgimento della stessa e prevenendo le occasioni,

DECRETA: “In occasione della partita di calcio valevole per il Campionato di Serie B, in programma domenica 10 dicembre presso lo stadio Sinigaglia di Como, tra le squadre Modena e Como, è adottata la prescrizione che di seguito si riporta: > Divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Modena“.

 

La decisione di vietare la vendita dei tagliandi, per assistere alla trasferta di Como, ai residenti della provincia di Modena ripropone il problema relativo alla sicurezza. Non si vogliono in alcun modo criticare certe scelte, oculate e lungimiranti, relative alle limitazioni adottate; il quesito non riguarda le misure, ma il perché si debba arrivare a tanto. Così facendo si impedisce ai veri appassionati di vivere la gioia del calcio, il tifo sano non può e non deve rimanere ostaggio di violenti e facinorosi; detto questo, risulta difficile arginare atti di teppismo e aggressioni. Questione di una linea troppo morbida da un punto di vista giudiziario;  prima di un lassismo   giurisprudenziale, ci sono lacune culturali ed educative nella società italiana che devono far riflettere; in altre parti d’Europa il fenomeno legato al tifo violento è stato fortemente ridimensionato, quindi bisogna intervenire attraverso un cambiamento radicale di formazione e di mentalità. Alla luce di queste premesse, meglio proibire che rischiare di trasformare le rive del lago lariano in possibili luoghi di rissa: una domanda sorge spontanea, perché si devono adottare misure così drastiche? Qualcosa a livello di civiltà non funziona, da decenni si ripresenta questa situazione e nulla è cambiato; questi estremi rimedi, non possono essere presenti nel XXI° secolo. Dovrebbe essere così, ma si sa LA GUERRA E’ GUERRA

 

COMO-MODENA DOMENICA 10 DICEMBRE ORE 16.15