

Metti un pomeriggio con…anniversari, ha innescato la scintilla della memoria. Ebbene, il Comune decide di ricordare delle ricorrenze organizzando attraverso il Forum U.T.E. degli incontri incentrati su figure illustri del panorama letterario: aspetto sicuramente da apprezzare e che non può non avere tutto il nostro sostegno. Il punto non è questo, gli amici e le amiche del Forum U.T.E. mi perdoneranno, ma in quello slogan inneggiante le ricorrenze si instaurano meccanismi che devono far riflettere. Anniversario della nascita e della morte, ma nessuno ha avuto un pensiero per il vero ed unico contenitore culturale cittadino chiuso il 27 ottobre 2014; tre anni di silenzi e di promesse, basta trovare il modo di addebitare colpe e responsabilità o trovare qualche ripiego di fortuna, magari a costo zero e voilà ecco il colpo teatrale. La volontà è politica: il Carani è un bene di tutti ancorché privato, non possono sentirsi le lamentele sul fatto che il Teatro in esame sia di proprietà altrui. Il Carani è nel cuore di tutti i sassolesi, quante pagine di storia cittadina conserva: la visione utilitaristica e legata alla sostenibilità economica attiene più ad un discorso imprenditoriale che non ad una visione pubblica delle cose. Sassuolo non ha un Teatro, degno di questo nome attivo e funzionante; dopo la chiusura, si era detto che l’apertura sarebbe stata tempestiva: niente di tutto ciò. Tanti modi per prendere tempo e tergiversare e quella che sembrava una leggera influenza o comunque una piccola indisposizione è diventata un’agonia senza fine; le priorità sono altre in una Sassuolo che merita di più, è stato detto, probabilmente in quel di più non c’è posto per un sano orgoglio cittadino che profuma di vita locale, di socialità e di cultura. Basta il teatrino della politica, ecco il vero spettacolo dell’arroganza e dell’imposizione; il Carani non può essere abbandonato da chi abbia il potere di decidere aperture e chiusure neanche fosse un esercizio commerciale. Senza un’apertura mentale in grado di dare nuova vita al Carani saremo ancora qua a parlare di anniversari: chiusura che diventerà morte… In altre città edifici pubblici vengono occupati, il Carani è in qualche modo ostaggio del fatto di essere un bene privato: per fortuna, altrimenti sarebbe diventato un centro di accoglienza…













