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Il primo, vero confronto fra i consiglieri regionali di due realtà vicine, come Emilia-Romagna e Lombardia, si è concluso con la definizione di una serie di punti sui quali, ciascuno dei presenti, ha portato il proprio bagaglio di esperienze. Le quali, in Regione Lombardia, sono in molti casi già legge o proposte in tal senso, mentre in Emilia-Romagna si è all’inizio di un percorso, per ora portato avanti dai banchi dell’opposizione. «L’obiettivo, nel prossimo futuro – hanno spiegato i presenti – è portare la Lega ad amministrare l’istituzione di viale Aldo Moro, ma la tappa fondamentale per arrivare a questo è conquistare il Comune, con la candidata Lucia Borgonzoni.» Per il Carroccio emiliano, sono presenti i consiglieri Alan Fabbri, Daniele Marchetti, Gabriele Delmonte, Matteo Rancan e Marco Pettazzoni. Per la parte “lombarda”, parla il capogruppo, Massimiliano Romeo. Si parla, innanzitutto, di sicurezza, visto che in Lombardia si è sperimentata da tempo la presenza delle guardie giurate armate sui treni e i mezzi pubblici, così come le telecamere sui bus. Un problema comune è quello della riscossione dei crediti che la Sanità regionale vanta nei confronti dello Stato, che ammontano già a 30 milioni, per l’ER, escludendo l’ultimo anno di gestione. Fabio Rolfi spiega che «già due aziende sanitarie lombarde hanno avviato una procedura, per recuperarli. Appena viene ventilato il decreto ingiuntivo – gli fa eco Pietro Foroni – lo Stato ha pagato il pregresso, ed anche, periodicamente, le spettanze.» Ma welfare significa anche esigenze abitative, le quali a Bologna sono una “vergogna”, visto – dice Borgonzoni – «che sono 320 le strutture popolari sfitte.» Il criterio di residenzialità è già previsto nell’ultimo pdl sul tema, in Lombardia: «dove sono richiesti 5 anni di residenza – dice Roberto Anelli – e fasce (per anziani, giovani coppie, disabili e così via) per meglio gestire il tema.» La Lombardia utilizza anche in maniera differente il Fondo sociale europeo; non per accogliere profughi, ma per garantire l’asilo gratuito alle coppie che lavorano e non superano i 20mila euro di reddito annuo. Non sono tabù, “oltre regione”, anche il “patrocinio gratuito”, che consente a chi si è difeso da un crimine di avere un avvocato gratis; misure che richiedono accertamenti ulteriori per gli stranieri, la cui situazione patrimoniale nel Paese di origine non è chiara; e politiche di inserimento dei giovani e diversamente abili in quella “palestra di vita” che è lo sport, spiega Jari Colla. Senza contare una misura che consente ai prodotti locali una corsia preferenziale nelle mense scolastiche. Misure, queste ultime, che Lucia Borgonzoni presenta nel suo programma elettorale e che intende portare avanti. Ridefinendo il welfare sulla base delle mutate esigenze, come per esempio la presenza di molti padri separati. Il primo “stage” di confronto è stato, insomma, positivo: l’obiettivo è farlo diventare un appuntamento periodico.
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













