Sabato 3 ottobre dalle 18.30 manifestazione nel cuore cittadino da parte della comunità “Sentinelle in Piedi” a favore dei valori della famiglia tradizionale. L’evento ha già creato una vivace reazione tra i paladini della difesa della laicità, tanto da arrivare a proporre un raduno parallelo organizzato da altri sodalizi contro la discriminazione e l’intolleranza alle varie forme di relazione umana. Addirittura si è arrivati a dichiarare l’esternazione delle “Sentinelle in Piedi” omofoba, una sorta di istigazione omofobica e transfobica: una provocazione all’odio e alla violenza contro orientamenti sessuali diversi tanto da scatenare le associazioni per la difesa dei diritti omosessuali. Ci sarà un presidio a nome dell’Arci gay; pensiamo il diritto di manifestare il proprio pensiero sia sintomo di civiltà indipendentemente dalle proprie proposte: speriamo in un confronto aperto e costruttivo. La crescita a livello sociale si riscontra nella capacità di saper ascoltare il prossimo, che non è un nemico bensì un rivale; la sfida deve essere leale, invece su Facebook si usano toni bellicosi e per usare un eufemismo poco educati. Cercare lo scontro a tutti i costi è sintomo di scarsa disponibilità ad accettare gli altrui ragionamenti, ognuno è libero di pensarla a modo suo ma andare a tirare in ballo certi diritti che giustamente vanno difesi, quando al centro di tutto c’è la famiglia francamente ci sembra fuorviante. Il rischio di confondere mette in pericolo anche la propria credibilità: si vuole difendere il modello di sempre in ambito familiare non ci sembra che amare il nido familiare costituisca un attacco a gay o lesbiche. La provocazione da una parte o dall’altra va condannata: il diverso è un concetto che non sempre esiste, a volte non bisogna estremizzare certi concetti per non vederle in maniera monocromatica… ci sono anche le sfumature













