
La Lega ne fa, prima di tutto, una battaglia di civiltà. Perché è a questo che mira l’interrogazione del gruppo consigliare regionale leghista, con primo firmatario Stefano Bargi, che lamenta le lacune della delibera regionale 1965 e successive disposizioni, che creano grandi difficoltà alle persone diversamente abili che hanno la legittima aspirazione ad essere impiegate nel mondo del lavoro. «Una norma dello Stato, e più precisamente la numero 68 del 1999 – spiega Bargi – dispone che le persone disabili disoccupate e che aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative, si iscrivano nell’apposito elenco tenuto dagli uffici competenti.» Il comma 2 della suddetta legge, dispone che vengano creati appositi elenchi e graduatorie, presso gli uffici competenti. Qualcosa, tuttavia, ha creato un corto-circuito nel sistema, a danno delle persone più deboli del sistema: «La Giunta regionale, con la sua deliberazione 1965 e, successivamente, con la 1872 del 2000, dispone che non sarebbero più state formulate graduatorie provinciali annuali per le persone diversamente abili – obbietta Bargi –. Ora, le Province, in presenza di richiesta numerica, predispongono un pubblico avviso, dando adeguata diffusione e informazione, per consentire agli interessati (o a persone con delega) di presentarsi per la domanda. La delibera citata della Giunta regionale, oltre ad arrecare seri disagi alle persone affette da disabilità in cerca di occupazione, appare in palese contrasto con quanto stabilito dalla legge 68. Chiediamo all’Amministrazione – conclude Bargi, assieme agli altri firmatari dell’interrogazione – come spieghi questo provvedimento ed intenda muoversi, per garantire ai diversamente abili in cerca di occupazione la possibilità più idonea di ottenere un lavoro.»
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













