
“La recente cronaca locale ha portato all’attenzione dei modenesi il fenomeno dei cosiddetti negozi “etnici” gestiti sempre da commercianti di origine africana (nei casi di Viale Gramsci e via Piave, anche quest’ultimo oggetto di un esposto da parte dei residenti) – afferma Antonio Baldini,capolista della Lega a Modena – negozi che, oltre a essere diventati dei punti di ritrovo frequente o bivacco di loro connazionali dediti all’ozio, all’abuso di alcol o al disturbo della quiete pubblica – prosegue l’esponente del Carroccio – non sono in regola con la normativa in materia di igiene alimentare”.
Le sanzioni amministrative e le sospensioni all’esercizio dell’attività che vengono comminate a seguito dei controlli risultano vanificate dal fatto che i negozi in questione riaprono dopo pochi giorni sotto un’altra ragione sociale o partita IVA: il gestore tuttavia è lo stesso e con esso le identiche problematiche di prima, come dimostrano appunto i casi di Via Piave e di viale Gramsci, oggetto da quanto abbiamo appreso di un ennesimo esposto al Comune da parte di un membro del comitato del quartiere” – conclude Baldini.
“Occorrono controlli più penetranti e incisivi da parte dell’amministrazione locale (in particolare dell’Assessore competente e del Sindaco, che ricordiamo essere autorità locale di pubblica sicurezza) e una costante attività di raccordo con le Forze dell’Ordine, la vigilanza privata e il Prefetto” – spiega Stefano Prampolini,candidato sindaco della coalizione guidata dalla Lega, “senza trincerarsi dietro le regole burocratiche o, se sollecitati, ribattere che non vi sono state (formali) violazioni delle regole amministrative (è appunto il caso del pubblico esercizio di Viale Gramsci, oggetto di un recente sopralluogo da parte del Candidato Sindaco). In Via Piave, specialmente la sera, si formano capannelli di stranieri dediti probabilmente anche allo spaccio di sostanze stupefacenti: la Polizia Municipale va maggiormente supportata nella sua azione di vigilanza, perché i cittadini della zona sono letteralmente esasperati.
In altre parole occorre la volontà politica di mettere la sicurezza tra i primi punti della buona amministrazione locale, volontà che è assente nel (ri)candidato sindaco Giancarlo Muzzarelli e nelle forze politiche che lo sostengono,” – conclude Prampolini – “più impegnate a polemizzare contro il Ministro dell’Interno Salvini per la chiusura dei porti e per la (programmata) apertura del CPR a Modena per il rimpatrio dei clandestini o a magnificare nel corso di costanti comparsate pubbliche le (annunciate) opere pubbliche dell’amministrazione locale uscente”.













