“Non è possibile pensare a quasi 9 mesi dalla chiusura ad un teatro alternativo al Carani: questa è un’offesa bella e buona alla gloriosa storia del contenitore cittadino di via Mazzini; la giunta pensa ad un teatro tenda nel quartiere Braida, con tutto il rispetto l’opzione mi pare improponibile”. A parlare è Laura Franchini, esponente del comitato “Salviamo il Teatro Carani…” che prosegue:”Questo continuo tergiversare dell’Amministrazione comunale non è un bel segnale: mi sembra il Comune tenga un comportamento di facciata, l’interesse per il Carani ha portato solo a tante parole e ad una sterile demagogia, la realtà è che sulla vicenda è buio completo altro che luce spenta”. Il Carani è aggregazione e vivibilità, in questo senso la nostra interlocutrice prosegue:”Il principale centro culturale della nostra città merita di essere vissuto dalla cittadinanza aprendo le sue porte a famiglie, scuole, associazioni -chiarisce, polemicamente- vista la sua posizione strategica a due passi dal Campanone potrebbe ospitare rassegne, eventi e diventare un luogo frequentato ed attivo -puntualizza- potrebbe ospitare un punto informativo turistico, invece si preferisce mettersi al servizio di Maranello”. A conclusione del proprio intervento, Franchini sottolinea:”Il Carani deve essere salvato attraverso una programmazione lungimirante in grado di dare forza e vigore al progetto che abbiamo in mente: guardando ad altre realtà teatrali italiane ci sono a Sassuolo le giuste competenze per dare sostenibilità alle nostre idee”. Il 21 luglio è previsto un nuovo incontro tra Comune e Comitato:per il momento fase di stallo, si vedrà… Anche l’ex primo cittadino Luca Caselli fa sapere:”Tante promesse da parte della gestione Pistoni, ma di concreto non c’è nulla: il Carani è ostaggio di questa attesa sempre più logorante…”calcinacci carani