“Non sono una guardia, eppure per difendere la mia attività sono costretta a trascorrere all’interno del circolo le mie notti insonni per allontanare i malintenzionati: situazione divenuta insostenibile”. A parlare è Cristina, la donna che da 4 anni gestisce il Circolo Ricreativo Culturale Fossetta e S. Eufemia nel quartiere Braida; visibilmente delusa ed arrabbiata precisa:”Da quasi due mesi trascorro all’interno dei locali le ore notturne per evitare effrazioni e furti: dal 27 luglio fino alla metà di settembre ho subito 11 raid furtivi, pertanto per impedire il ripetersi di scorribande predatorie ho deciso di inventarmi sentinella”.Il metodo utilizzato dai ladri per introdursi all’interno degli spazi ricreativi è stato sempre quello di forzare le finestre che si affacciano sulla strada, prive di inferriate, quindi entrare indisturbati e razziare liquori, merendine, provviste… Su questo la nostra interlocutrice, chiarisce:”Dopo furti che hanno interessato utensili ed apparecchiature, computer ed impastatrice in primis, ho deciso di affrontare personalmente la questione presidiando la struttura : so benissimo chi siano i responsabili di questi atti di micro-criminalità, piccoli spacciatori di sostanze stupefacenti che più volte ho allontanato dai confini interni al circolo – aggiunge -durante l’orario di apertura del locale tutto è tranquillo, ravviso la piena vivibilità degli spazi”. Il racconto della donna, conosce una sorte di iperbole, la stessa infastidita prosegue:”Con il calar del sole, qui prende vita un mondo fatto di spaccio, movimenti sospetti ma inequivocabili tra appostamenti e scambio di merce illecita: assisto a scene che lasciano poco spazio ai dubbi – continua – gente pericolosa frequenta questo angolo di Sassuolo, sono in maggior parte nord-africani: bulletti allo stesso tempo spacciatori e consumatori”. A proposito, la stessa precisa:”Alcune immagini hanno immortalato i ladri, ma finora non si è trovata la soluzione per porre rimedio a queste spaccate: gli ultimi furti economicamente non sono stati ingenti, ma vivere per lavorare lo trovo eccessivo”. Sul punto, Cristina sottolinea:”E’ emergenza sociale perchè di notte questa zona diventa terra di nessuno, in alcune occasioni ho chiamato uomini in divisa: il loro intervento si è rivelato prezioso ma poi finito il blitz di Carabinieri e Polizia il problema resta e mi ritrovo impotente di fronte al quesito. Sono arrivati nuovi individui maghrebini -puntualizza – che con aria di sfida rivolgono lo sguardo: per ovviare ai reati predatori mi barrico all’interno del circolo, ma questa mia difesa non può durare tanto, sono stanca e quindi chiedo l’intervento a livello comunale attraverso sistemi anti-intrusione funzionali, per esempio inferriate,e una video-sorveglianza della zona: il parco di notte si popola di gente poco raccomandabile, ho assistito a liti poco edificanti”.
In conclusione, Cristina riferisce:”Lontano da ogni connotazione politica chiedo il sostegno e la piena collaborazione dei settori municipali competenti, il degrado è aumentato la scorsa primavera in piena campagna elettorale per le Comunali e da allora non ho ricevuto le dovute attenzioni: qui attorno durante il giorno c’è vita con diverse attività didattiche, commerciali e ludiche pertanto non posso credere che con l’arrivo dell’oscurità possa cominciare il coprifuoco il quale mi costringe a vivere segregata. Rivolgo il mio appello al sindaco Menani, da sempre sensibile e preparato sul tema Sicurezza”.La richiesta è relativa ad una Sicurezza senza bandiere…D’accordo, il circolo è un fortino rosso e la delinquenza è di stampo maghrebino: ma Sassuolo è di tutti, riconsegniamo certe libertà alla cittadinanza… 













