Credo che l’Immortalità sia qualcosa che appartiene in nuce, come scintilla nascosta, ad ogni essere umano. Noi non ce ne rendiamo conto, ma sin dall’ unicità del Dna esprimiamo il senso d’infinito che pervade, silenziosamente, le nostre esistenze.
Ci sono mille modi per non morire.
Marco Pantani, lasciandoci troppo presto, scivolando nel gorgo di un’ infelicità che lo divorava, ha scelto il metodo più struggente e romantico.
Quanto ci è stato e ci è difficile accostare il suo nome all’idea stessa di un addio precoce!
Nel suo stile di ciclista, così proteso in permanenza verso la vetta, così estenuato dal desiderio di sublimazione agonistica, l’osservatore, anche distratto, percepiva un disperato inno alla vita.
Associarlo invece ad una fine straziante ci lacera il pensiero e ci mozza il respiro.
Ecco perchè mi piace, tanto, la canzone che Morgana ha saputo dedicargli.
Mi piace perchè non si tratta di una pur rispettabilissima evocazione triste. Non è, la sua , un tributo alla nostalgia inestinguibile che spinge verso la depressione.
No. Morgana ha 
optato per una chiave di lettura artistica, nel testo e nella musica, che recupera la dolce suggestione della leggerezza. Marco Pantani, il Pirata, aveva invaso i nostri cuori offrendoci l’emozione dell’avventura che si fa prima prosa e poi poesia purissima.
Oggi è canzone, grazie alla sua creatività.
                                                                               LEO TURRINI
                                                                                                                                                                                                                              
Qui sopra la prefazione di Leo Turrini, scrittore e giornalista, il quale ha voluto decifrare la canzone dedicata dalla musicista Morgana Montermini all’indimenticato Marco Pantani. Dal brano, come grazie ad un improvviso e fulmineo colpo di pedali nato dalla geniale inventiva del Pirata, prende vita magicamente una fiaba dedicata ad uno sportivo capace di imprese che rimangono scolpite nella memoria collettiva. Marco era dotato di abilità straordinarie, trascinava le folle, coinvolgendo con quell’aria semplice e dolce; quel ragazzo dalla faccia pulita si trasformava durante le varie ascese, con lampi di classe cristallina che come amorose esplosioni  mandavano in tilt gli avversari ed esaltavano i tifosi che a migliaia festeggiavano le sue favolose cavalcate. Marco, non è riuscito a separare grandezza e fragilità così come faceva nelle tappe di montagna staccando gli altri corridori, vittima delle sue paure e di un sistema in cui lo spettacolo comanda, sempre e comunque. Qualcuno lo ha tradito, quel vincente è diventato scomodo, ingombrante; a distanza di tanti anni , difficile risalire ai responsabili di quanto accaduto, a chi abbia cercato di mistificare, di ingannare, di nascondere. La verità anche se negata e umiliata da velenosi dubbi, vive nei cuori di tanti che continuano ad amarlo; l’immortalità è tua, continua ad andare in fuga dalle malvagità con la passione ed il coraggio di sempre. La morte non ti avrà mai, vola nel VENTO: troppo fragile per vivere, troppo grande per morire…
 
Da oggi la fiaba in questione è disponibile presso il MONDADORI BOOKSTORE di PIAZZA G. GARIBALDI, 75 SASSUOLO (MO)                  La vetrina del Bookstore con la fiaba in primo piano

INFO      :          mondadorisassuolo@libero.it      TEL. 0536 404966

 

NELLA FOTO SLIDE: Serena Boschetti, nipote del grande scalatore, dirige lo SPAZIO PANTANI – Morgana Montermini, musicista e autrice della fiaba dedicata all’indimenticato campione