“Una serata costruttiva, incentrata sul confronto e sul dialogo: obiettivo è fare chiarezza su alcuni punti relativi all’insediamento di un luogo di culto islamico presso il direzionale “I Quadrati”. In questo modo il primo cittadino Matteo Mesini ha precisato in maniera decisa i motivi di questo incontro e ha proseguito:” Siamo qui per il futuro di Sassuolo, mettiamo da parte rancori e preconcetti di carattere politico o religioso, pensiamo come un’unica grande comunità cittadina, con all’interno differenze e peculiarità, ma bisogna trovare un punto di contatto: non è una questione di pura ospitalità, ma di crescita e di sviluppo per l’intera cittadinanza”. Qualcuno ha mostrato insofferenza, ricordando il degrado in cui è stato costretto a vivere il quartiere per via di un’immigrazione fuori controllo, tra spaccio e microcriminalità; un settore cittadino che aveva letteralmente venduto la libertà e obbligato a subire un continuo coprifuoco. Comprensibili le paure ed i timori di chi ha sofferto il terribile disagio che serpeggiava nel rione, ma le preoccupazioni di un passato di risse e di un angolo cittadino schiavo di un’integrazione perbenista hanno ragione di ostruire la strada al nuovo che avanza? Il sindaco sassolese ha precisato alcuni aspetti, i quali avevano fornito occasione per creare incomprensioni, sottolineando:” Al Medina, associazione islamica, presente da decenni in territorio municipale ha acquistato a febbraio 2025 i locali presso I Quadrati, tutto è avvenuto con una compravendita tra privati: gli organi comunali sono fuori, unico compito è quello di garantire una certa regolarità in ordine alla disposizione dei locali e dell’area circostante – ecco, poi un passaggio chiave nel discorso – Ad oggi non è pervenuta nessuna richiesta per cambiare la destinazione d’uso del fabbricato, passaggio imprescindibile per l’insediamento di un centro di preghiera: al momento gli spazi sono adibiti a centro di formazione ed educazione con corsi ed attività aperti a tutti”. In questo senso Mesini, ha proseguito:” La volontà dei rappresentanti della comunità islamica è quella di trasferire il centro di preghiera di via Cavour presso I Quadrati, in uno spazio più vivibile ed accogliente; ma non alimentiamo la tensione parlando di mega moschea o di ritrovo per migliaia di fedeli: sul punto, posso dare rassicurazioni, si tratta di uno spostamento che otterrà il benestare comunale solo dopo una discussione e conseguente votazione nel civico consesso”. Davvero tanti gli interventi volti a ribadire la volontà di creare un centro aggregativo per tutti, all’insegna della trasparenza: un luogo di interscambio culturale con annessa una porzione, limitata, dell’immobile adibita a centro di preghiera. A onore del vero qualche esternazione ha alzato i dissapori tra le parti in gioco, ma il chiaro intento dell’incontro di superare il concetto di divisione tra i pro e i contro la moschea ha prevalso. “Siamo i primi a volere sicurezza – ha esordito una ragazza islamica – Attraverso forme di volontariato ed associazioni aiutiamo tutti senza alcuna distinzione, questo siamo noi”. La disinformazione può creare fantasmi ed alimentare paure sulla strada del domani, ma mettendo da parte conflitti politici o accuse eccessive di razzismo, sarà importante un ascolto ed una comunicazione continua tra Comune ed esponenti islamici per avere una visione reale dell’insediamento e attraverso educatori e formatori italiani verificare accessi ed attività all’interno della nuova sede. Ostaggi di paure esagerate no, ma guardare al futuro con una circospezione riflessiva e rispettosa, pensando al doloroso passato, è un atto dovuto e comprensibile. Il percorso è tracciato, si può crescere tutti insieme; in caso di qualche errore, Braida non può e non deve pagare ancora: intervenire decisi ed energici, senza se e senza ma. La moschea non c’è, ci sarà probabilmente: dopo questa chiacchierata, il trasferimento fa meno paura
MOSCHEA SI’, MOSCHEA NO: quesito fuorviante…













