Quanto è andato in scena, ieri, nel cuore municipale sassolese durante la kermesse fieristica cittadina, crea ombre intorno alla probabile dislocazione di una MOSCHEA presso il direzionale “I Quadrati”. Il problema, non è dato, dalla volontà o meno di creare un luogo di culto: ognuno ha il diritto ad esprimere le proprie idee in maniera libera e democratica; la questione è legata ad altri aspetti contenuti nel volantino distribuito, presso il banchetto PD, sul nuovo centro islamico. Il titolo delle note informative è emblematico, “C’è chi dice SI’, in merito al consenso convinto e reiterato da parte dell’Amministrazione sassolese sull’insediamento di un nuovo centro di preghiera, di ampie dimensioni, a Braida. Non siamo qui, a  volere dare un tocco politico alla vicenda, ma quanto scritto in quell’opuscolo informativo merita approfondimenti. “A Sassuolo una moschea esiste già, anzi, ce ne sono due”, recita il brogliaccio; allora una domanda sorge spontanea: oltre a quello di via Cavour, unico in territorio comunale ad avere i requisiti per essere considerato luogo di preghiera, esiste un altro centro di culto islamico non autorizzato? Il quesito riguarda i locali di via Atene, sono stati adibiti a moschea abusiva? Serve chiarezza in merito ai sospetti di un abuso edilizio, sono proprio gli “ospiti” ad alimentare i dubbi: tutto questo con un’aria di sfida, beffarda ed arrogante, dal sapore di esplicita ammissione di un secondo punto adibito al raduno di  fedeli islamici. All’interno del libretto distribuito viene incensata la collocazione di una moschea, presso I Quadrati, che riqualificherebbe l’intera area, degradata e frequentata da senzatetto. Non si tratta di programmi o di indirizzi politici, sulla sostanza della vicenda massima libertà, ma la forma di quanto espresso solleva tante perplessità. L’incontro di questa sera, si preannuncia movimentato;  dipingere Braida in quel modo, è davvero poco confortante: ad ognuno le proprie responsabilità