“Se è vero che le sentenze vanno rispettate, è anche vero che non sempre l’applicazione pratica della legge dello Stato consente di conseguire quell’equità che si prefigge. Almeno sul piano della sensibilità comune. E’ per questo che stride la pronuncia del giudice che, nel giudizio per direttissima, ha rimesso subito in libertà il 29enne tunisino, irregolare, con precedenti, arrestato appena 24 ore prima per aver aggredito, scaraventandola a terra, una donna incinta per rubarle la borsetta”. Per il consigliere regionale Stefano Bargi, la pronuncia che ha “graziato” il clandestino senza identità ufficiale e senza fissa dimora, “è scandalosa”.
“E’ evidente che il contrasto alla criminalità deve partire dalla quella certezza della pena che in Italia spesso manca e dà ai criminali quella sensazione di impunità che li sprona a delinquere. Senza considerare la presa in giro agli uomini e alle donne in divisa, letteralmente umiliati da decisioni che vanificano tutti i loro sforzi ed i rischi che quotidianamente accettano di correre per la nostra sicurezza” attacca il leghista.
“Ma, è vero, siamo a Modena: la città nella quale la Giunta Muzzarelli nel 2017 si fregiava di aver firmato col ministero dell’Interno il patto “Modena Sicura”, salvo poi, dopo tre anni, svuotare di personale (da 12 a 2) un avamposto cittadino della Polizia di Stato. Forse non è chiaro a chi governa la città che a Modena e provincia c’è un serio problema di sicurezza? Sicuramente non lo è per gli esponenti del Partito democratico, che a livello nazionale stanno cercando di smantellare i decreti Sicurezza voluti da Salvini, per essere davvero certi, questa volta, che gli unici rimedi all’aumento della criminalità e del senso di insicurezza dei cittadini, potranno vedersi solo dallo specchietto retrovisore” conclude Bargi.













