
La scioccante sconfitta di Pontedera, oltre a fare lievitare a dismisura paure e perplessità, apre la porta a scenari quasi grotteschi: il Modena domenica prossima dovrà ospitare la Pistoiese nella seconda giornata del girone D di Coppa Italia Lega Pro. In quale stadio? Manca la struttura sportiva per le gare casalinghe dopo lo “sfratto” deciso dai vertici comunali per i debiti societari e aspetto da ricordare è che al Braglia dovrebbero cominciare a breve i lavori di rifacimento del manto erboso e del sistema d’illuminazione; dunque, la dirigenza gialloblu dovrà pensare a pagare un canone per affittare un impianto sportivo idoneo per le gare interne… Altre spese, situazione sempre più complicata e i segnali all’orizzonte non promettono il tanto atteso sereno: non sembrano esserci possibili acquirenti, dopo la fine della trattativa con l’architetto Salerno. Questo resistere ad oltranza al timone di una barca da parte di Caliendo non è un semplice capriccio personale: nelle convinzioni del proprietario del Modena si alimentano le paure del popolo canarino, andare avanti da solo sta isolando il club sempre più destinato ad una fine sportiva già segnata. Senza stadio, con un organico ridotto ed una programmazione societaria allo sbaraglio si continua a navigare in acque agitate senza accettare gli aiuti ed i sostegni per mettersi in salvo: la salvezza individuale ha un prezzo che si chiama concordato preventivo giudiziale altrimenti il fondato rischio di affondare con tutta la società. Per il bene del Modena gli interessi personali devono uscire quanto prima dalla scena, altrimenti il destino sembra essere già scritto…













