
Il terreno del modenese è stato nuovamente scosso dall’attività sismica, facendo tornare la paura. In particolare, a preoccupare il consigliere regionale, Stefano Bargi, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea legislativa, sono alcuni fenomeni registratisi nelle zone di Medolla, San Felice sul Panaro e Novi di Modena, già pesantemente colpite dal terremoto del 2012. «Qualche giorno prima delle scosse ravvisate nel territorio modenese, il 26 ottobre scorso, le acque dei pozzi freatici e di quelli con altre caratteristiche sono diventate improvvisamente calde e salate – ricorda Stefano Bargi –. Fenomeni analoghi si erano registrati anche prima della sequenza sismica, iniziata nel 2012.» Di qui, la preoccupazione di molti cittadini, che Bargi ha fatto propria nel presentare l’interrogazione alla Giunta regionale: «La Regione e il servizio Geologico e Sismico (il quale ha immediatamente avviato i controlli nei luoghi indicati; ndr) devono incaricarsi di eseguire controlli a tappeto – osserva Bargi – monitorando i pozzi freatici presenti sul territorio, ed anche verificare le cementazioni dei numerosi pozzi presenti. Poiché, anche per effetto dei sismi precedenti (dal 2012 ad oggi) possono essersi trasformati in condotte di risalita dell’acqua salata. La preoccupazione del sottoscritto e della Lega Nord – conclude Bargi – è che le acque saline possano raggiungere e inquinare la falda freatica più superficiale, con conseguente danneggiamento, quanto meno, delle colture.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













