
La scadenza dei termini per la consegna dei lavori finiti, in fatto di ricostruzione, rappresenta un cruccio per molti cittadini e aziende. Perché il 31 settembre prossimo scadranno i termini per la ricostruzione nelle imprese agricole (attraverso il sistema “Sfinge”); il 31 dicembre sarà la dead-line per quelle per industria, commercio e le persone fisiche operanti in agricoltura (come da ordinanza numero 36 dello scorso luglio). Scadenze ormai imminenti e non procrastinabili, tanto da indurre «molte aziende sono costrette da questo fatto a non accettare nuovi incarichi – spiegano i consiglieri regionali della Lega Nord, Marco Pettazzoni, Alan Fabbri e Stefano Bargi – per via del fatto che esiste il timore di non riuscire a completare i lavori nei tempi previsti.» Ma non è tutto: diverse associazioni di categoria e operatori lamentano lungaggini nell’erogazione del Sal (Stato di avanzamento lavori; ndr), da cui dipende l’effettiva erogazione del contributo. Da qui, l’interrogazione urgente di Pettazzoni, Fabbri e Bargi, i quali chiedono all’unisono al presidente della Regione (nonché commissario straordinario), Stefano Bonaccini, «di prorogare le varie scadenze sulla ricostruzione, ed anche di riferire sui tempi di verifica ed erogazione del Sal (per capire se siano rispettati; ndr), oltre a voler conoscere quanto tempo trascorra tra il ricevimento della richiesta e l’effettiva erogazione dei contributi agli operatori.»
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna













