
«Una sconfitta per la Giunta Bonaccini, su di un punto (le fusioni) che era al centro del loro programma elettorale». Questo è il primo commento del capogruppo regionale della Ln, Alan Fabbri, dopo il voto dei territori, che si sono espressi per le fusioni dei comuni, in cinque realtà, dalla Romagna al Piacentino. E’ stata presentata dal Carroccio, in collaborazione con le altre forze politiche del centro-destra, una mozione di censura, che verrà presentata in Assemblea legislativa. «Unico atto possibile all’aula, per garantire la scelta democratica dei cittadini: avrà una funzione di “un’ammonizione” – sottolinea il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, Massimiliano Pompignoli – nei confronti dell’assessore Petitti.» «La Lega – precisa Fabbri – non è contro a prescindere alle fusioni (si veda il caso del Ferrarese; ndr) , ma il “si” va circostanziato, caso per caso.» Un esempio, viene dal processo in atto nel territorio Riminese, dove il caso è emblematico. «Il territorio fortemente di sinistra – precisa Fabbri – ma non ha seguito le indicazioni di partito, votando contro al progetto dell’assessore Petitti e ha sancito l’insuccesso politico del Pd.» Ora, la Commissione I dovrà rivotare tutto l’articolato dei progetti di legge: «E’ importante che Bonaccini e l’assessore Petitti vengano a riferire in commissione, in caso contrario – avverte Pompignoli – presumiamo che la maggioranza avrà i numeri per approvare ugualmente l’articolato di legge. La mozione di censura, però, è uno strumento per ridiscutere in senso complessivo i progetti di fusione, che hanno visto il pronunciamento dei cittadini.» Il commento politico riguardante i territori è lasciato ai due segretari nazionali. Jacopo Morrone (segretario Ln Romagna): «Abbiamo una realtà come Saludecio (Rn), dove il consiglio comunale ha dichiarato espressamente che se uno solo dei tre comuni (compresi Montegridolfo e Mondaino) si fosse espresso negativamente, il processo di fusione si sarebbe interrotto. Viceversa, si andrebbe contro la democrazia, con un atto di imperio, al quale seguirebbe un secondo “cartellino giallo” – dice Morrone, usando una metafora calcistica – per l’assessore Emma Petitti. Peraltro, il caso post-fusione della Valsamoggia dimostra come – in nome delle economie di scala – si produca invece un aumento dei costi, dalla Tari agli altri tributi.» Per il segretario Ln dell’Emilia, Gianluca Vinci, «In questi processi, come nel caso di Sant’Ilario d’Enza, Campegine e Gattatico (Re) vengo a fondersi comuni molto diversi, dove l’ente più grande rischia di fagocitare gli altri, cancellando le identità dei territori. Cancellare un gettone di presenza dei consiglieri di 19 euro – rimarca Vinci – non rappresenta risparmio, vuol dire eliminare la democrazia. Come, del resto, anche la riforma costituzionale che riaccentrerà i poteri e toglierà il diritto di voto sul Senato.» «Ci auguriamo – concludono gli esponenti leghisti – che Bonaccini e la sua Giunta prendano atto di questo passo falso e facciano un passo indietro.»
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna













