
La scarsa connettività penalizza cittadini e imprese, specie in realtà per loro natura svantaggiate come la maggior parte dei centri dell’Appennino emiliano romagnolo. A sollecitare l’intervento della Regione, alla luce anche dell’esperienza drammatica del Covid 19, è il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, che, con una interrogazione alla Giunta, chiede di intraprendere iniziative che limitino il divario attuale tra diverse zone del territorio. A sostegno dell’appello, Bargi, insieme alla consigliera provinciale leghista di Modena, Simona Magnani, citano un report del Centro Studi Lapam sulla copertura del servizio internet a livello regionale. “Dai dati del report – spiegano – emerge che solo il 17,5% dei comuni montani modenesi ha una connessione a 30Mbps, contro il 78,5% del resto della provincia, mentre solo il 7,2% dei comuni montani di Modena è in possesso di una connessione a 100 Mbps a fronte del 37,3% del resto della provincia. Il dato dell’Appennino di Modena, insieme a quello di Piacenza, è il peggiore della Regione Emilia Romagna, in particolare se confrontato a quello dei comuni montani di Bologna che vantano una copertura del 76,3%.” Secondo Bargi e Magnani la scarsa connettività penalizza pesantemente cittadini ed imprese dell’Appennino modenese, rischiando di aumentare lo spopolamento di questo territorio. Il leghista chiede quindi un intervento della Regione, che sembra guardare con attenzione le realtà montane, “ma in assenza di infrastrutture telematiche, così come quelle viarie, risulta complicato per un’azienda andare ad investire in quei territori e produrre ricchezza e lavoro. Servono quindi investimenti importanti e concentrati – concludono Bargi e Magnani – per superare il digital divide sia tra montagna e pianura, ma anche tra montagna e montagna”.
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