
“La gente è stanca di pestare escrementi: spazi municipali spesso diventano latrine, l’esasperazione porta a questi gesti”. Questo il commento a caldo di un sassolese, che vuole mantenere l’anonimato, in merito al ritrovamento in alcuni parchi municipali di bocconi avvelenati i quali se ingeriti possono provocare il decesso dei fedeli amici a quattro zampe. L’atto è sicuramente da condannare in quanto incivile ed estremo, ma è necessario comprendere alcune questioni che stanno dietro a questi comportamenti comunque ingiustificabili. Lasciando da parte i problemi connessi allo smaltimento dei rifiuti e alla bonifica di alcune aree soggette alla presenza di materiali pericolosi ( su tutti fanghi ceramici ed amianto) ciò che indigna il cittadino medio è l’abbandono dei rifiuti in generale: in questo senso pestare deiezioni canine genera reazioni sconsiderate. Va precisato che i bocconcini killer vengono lasciati in aree verdi al riparo dal contatto con i bambini, in zone nascoste ed inaccessibili per i più piccoli; ciò non toglie i diversi errori che si insinuano nella diffusione di questa mania delle polpette mortali. Prima di tutto si vanno a colpire in maniera indiscriminata tutti gli esseri a 4 zampe ed è come se, con le dovute proporzioni, in caso di problemi diplomatici tra due paesi, uno Stato procedesse allo sterminio di massa; la questione , dunque, si pone in altri termini. Problema cardine è quello relativo all’educazione sociale, al senso di civiltà capace di lasciare puliti e fruibili gli spazi comuni; in questo senso non è semplice da parte di un Comune insegnare le buone maniere. In tutto questo c’è un “però”: l’Amministrazione dovrebbe cercare di far leva sul senso di bene collettivo indirizzando certi comportamenti attraverso l’impiego di sanzioni; quanto detto sarebbe il modo per rafforzare un più compiuto ordine all’interno della comunità e andrebbe a colpire i reali responsabili delle trasgressioni. A questo proposito va ricordato che distese cittadine vengono sporcate da vandali senza ritegno che lasciano sul terreno mozziconi di sigaretta, cartacce e diversi generi di rifiuti: il rebus non è legato ai cani ma ai loro proprietari. Curiosa la trovata del comune di Trieste : per risalire ai proprietari di cani che hanno sporcato con le loro deiezioni, ecco pronta la ricerca di tracce organiche attraverso l’esame delle feci; il tutto inserito in una banca dati canina troverà il padrone maleducato. Proprio in queste ore il Comune diffonde la notizia dei lavori di ampliamento dell’area sgambatura cani presso il Parco Vistarino: sarebbe bene correre ai ripari intensificando i controlli per far rispettare l’ambiente. Come dire: fare non basta, soprattutto bisogna mantenere…













