“Giusta la mobilitazione per chiedere la liberazione di Julian Assange che ha avuto il merito di pubblicare carte segrete sulle responsabilità degli Usa in alcune operazioni di geopolitica, ma la verità va osservata e perseguita comunque, anche con casi più vicini a noi come chi, Paese non Nato, si picca di pubblicare liste di proscrizione, di filo putiniani chiedendo poi di adottare provvedimenti conseguenti contro di loro”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, annunciando il voto favorevole della Lega alla risoluzione presentata in apertura dei lavori dell’Assemblea Legislativa di oggi dalla consigliera M5S Silvia  Piccinini. Bargi si riferiva all’iniziativa del governo Ucraino, che ha pubblicato una lista di presunti filoputiniani. “Sono stato definito filoputiniano – ha precisato Bargi – solo perchè a una domanda di una giornalista di Repubblica ho risposto che vorrei che il mio Paese, per questioni di geopolitica, tenesse un occhio aperto anche verso Est. Non mi sembra che si possa dire che c’è un mio innamoramento per le posizioni di Putin. La libertà di espressione non può essere barattata con affermazioni contrarie alla verità. Mi ha stupito che nessuno abbia indagato e approfondito, a livello di responsabilità, quanto rivelato da Assange circa il ruolo degli Usa nella gestione di numerose crisi su più fronti, così come mi stupisce che un Paese terzo rispetto alla Nato possa permettersi di fare un elenco di personalità etichettandole come nemiche perchè hanno posizioni e pensieri propri, liberi”. Bargi ha chiesto poi che l’impegno della risoluzione alla mobilitazione pro Assange sia trasmesso anche al Parlamento italiano e a quello europeo, proposta ciò su cui tutta l’Assemblea legislativa si è trovata d’accordo