Il Carpi subisce un brusco stop in laguna e viene scavalcato in classifica anche dagli uomini di Inzaghi. La formazione biancorossa gioca un discreto primo tempo chiuso in svantaggio per la rete di Marsura bravo ad approfittare di un’indecisione difensiva di Brosco e Sabbione i quali non riescono a liberarsi del pallone consentendo all’attaccante arancio-neroverde di segnare . La ripresa è di marca emiliana, gli uomini di Calabro per metà del secondo tempo spingono e creano diverse occasioni pericolose per la retroguardia veneta ma manca praticità e la mole di gioco prodotta non viene sfruttata a dovere. In una delle rare avanzate del Venezia, i padroni di casa raddoppiano e praticamente chiudono la contesa. Prossima sfida sarà sabato 15 ottobre alle ore 15 quando al Cabassi arriverà il Cesena di Castori: il futuro del Carpi potrebbe essere deciso dal tecnico della storica promozione biancorossa in serie A. Il Carpi, dopo un ottimo inizio di campionato cadetto con tre vittorie consecutive, ha raccolto solo due punti nelle ultime cinque partite : serve un’inversione di tendenza.Oggi, ci troviamo a dover analizzare le scelte un pochino azzardate di Calabro: prove decisamente incolori di Brosco e Pachonik. Formazioni sempre diverse negli interpreti, ma alcuni uomini non hanno mai visto il campo: uno su tutti Vitturini…Un Carpi che ha bisogno di uomini capaci di inserirsi e creare attraverso il 3-5-2 un gioco armonico ed arioso invece il buon fraseggio e la circolazione di palla portano a inutili e sbilenche conclusioni dalla distanza. La buona prova di Saric, il bosniaco è stato di gran lunga il migliore dei biancorossi, è il segnale che Calabro debba trovare la quadratura: a livello di movimenti il collettivo patisce ancora qualche disattenzione, ma è visibile il buon lavoro del tecnico ex Francavilla. Problemi a livello di singoli, questioni di scelte e di gusti: speriamo con il rientro di Concas e Saber ad una maggiore capacità di giocare tra le linee aumentando il tasso di pericolosità delle proprie manovre… Si arriva con abilità sulla trequarti avversaria poi l’azione diventa prevedibile, macchinosa e non rimane che improvvisare delle conclusioni completamente fuori bersaglio. Non il solito Carpi in versione esterna: oggi i biancorossi pur disputando una buona prova per lunghi tratti, si sono distinti per la scarsa praticità. Parlare di salvezza è un segno di rispetto per la programmazione societaria e anche un segnale di gratitudine per un ambiente capace di ottenere grandi risultati nonostante natura e dimensione del Carpi non siano da top club; però, lo spirito Carpi che fino ad oggi è stato il vero motore di quanto costruito non può di colpo essere sbandierato come una mancanza per avvalorare l’importanza di ottenere la permanenza in categoria. Centrocampo a 5, ancora una volta il Carpi ha perso la sfida in quella zona del terreno di gioco: sempre in ritardo sulle palle contese e puntate offensive dei centrocampisti non pervenute













