
Il Partito Democratico di Sassuolo lancia una campagna con tanto di volantino dedicato. I destinatari? L’ex Sindaco Luca Caselli e Camilla Nizzoli, consigliere comunale, ex PdL oggi “Sassolesi”, che nei giorni scorsi avevano attaccato l’assessore alle politiche sociali Antonella Vivi, candidata alle ultime amministrative nella lista civica Pistoni dove era stata la più suffragata con 78 preferenze.Secondo la Nizzoli (Sassolesi) la nuova graduatoria di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) nota ai più come “case popolari” è stata stilata non tenendo conto del regolamento approvato in consiglio comunale il 25 marzo 2014 con delibera n.30.Ancora più duro l’ex Sindaco Caselli “Un assessore (riferendosi alla Vivi ndr) incompetente che non avrebbe nemmeno dovuto accettare l’incarico”. “Avevamo approvato il regolamento con la residenzialità storica per dare qualche casa ai sassolesi. Pistoni lo ha stracciato”.Nel mirino l’alta percentuale di stranieri nelle graduatorie ERP pubblicate.Per Menani – segretario cittadino della Lega Nord – “Bisognerebbe obbligare gli altri comuni allo standard di edilizia presente a Sassuolo. Abbiamo oltre 500 appartamenti di edilizia popolare, Formigine, che ha poche migliaia di abitanti in meno., solo poco più di 100 appartamenti Troppo comodo trasformare la città in un dormitorio”.Il PD però si schiera in difesa dell’assessore Vivi. A parlare è Renzo Catucci già braccio destro dell’ex segretario dei democratici Sonia Pistoni attualmente consigliere comunale “È da 1 anno e mezzo oramai che l’opposizione di centro destra grida allo scandalo, chiede dimissioni, si augura il commissariamento. Ed ogni volta, come quello che gridava al lupo al lupo, si deve rimangiare tutto. In questo caso poi è venuta a galla un mancanza di fondo: hanno confuso la graduatoria per le case popolari, con quella per l’agenzia casa, che è tutta un altra roba”. E poi rincara la dose: “Incompentenza, ma anche malafede. Personalmente penso che hanno provato a buttarla in caciara per parlare alla pancia dei loro elettori. Puntato su un razzismo sempre latente e mai del tutto scomparso. La politica dovrebbe lavorare per l’integrazione, la colpa grave di questi politici é seminare l’odio, sfruttando la poca conoscenza della macchina amministrativa di alcuni cittadini . Una roba che puzza di caccia lontano un miglio. Io se fossi un sassolesi mi sentirei offeso”.La verità è che confondere agenzia casa e residenza popolare sembra rivelarsi un errore più formale che sostanziale; il risultato è che sul fronte immigrazione la battaglia tra i due fronti consiliari, maggioranza ed opposizione, rimane attualissima. Lasciamo perdere le questioni che richiamano all’odio razziale: francamente la xenofobia sembra distante dai banchi del civico consesso e concentriamoci sulla questione stranieri: non parliamo di discriminazione, ma Sassuolo ha pagato in passato un prezzo altissimo in termini di vivibilità e sicurezza. L’incubo di ciò che accadeva nel quartiere Braida non può essere dimenticato, per favore non parliamo di caccia alle streghe: purtroppo era tutto vero…Il colore della pelle, lo stato sociale, la religione e l’etnia contano poco : l’importante è non ripetere più gli errori di un passato che non deve tornare…
Braida, non è stata una bugia Un passato che non può essere dimenticato in nome di un’integrazione fantasma













