
Ormai lo schema è chiaro: regalare quanto più possibile agli extra-comunitari, in una fase in cui la popolazione soffre gli effetti della crisi, per procacciarsi un bacino (quasi) sicuro di voti, quando anche i giovani extra-comunitari saranno chiamati al voto. Un esempio, per capire che la manovra non è disinteressata viene dall’ultimo provvedimento, contenuto in un emendamento presentato dal Governo in commissione, al Senato, al Ddl “scuola”. Ma cosa contiene questo provvedimento? In pratica, «vengono stanziati 500 euro a ciascun giovane extracomunitario che, si badi bene, compirà 18 anni nel 2016. A voler pensare male, sembra un ulteriore regalo del Governo, per procacciarsi qualche voto tra i giovani. In questo caso, stranieri.» Spiega il referente dei Giovani Padani Emilia, Carlo Piastra. Il bonus era inizialmente previsto per i cittadini italiani e comunitari, «ma ora è stato esteso anche agli stranieri. La nostra contrarietà è dovuta al fatto che queste iniziative spot sono sempre mirate verso gli extra-comunitari; come quando l’Università di Bologna, per fare un esempio, aveva offerto tempo fa l’iscrizione ai richiedenti asilo (quindi, privi dello status di rifugiato; ndr) arrivati in città. Crediamo che sia un modo – attacca Piastra – per sprecare inutilmente delle risorse, senza dei progetti concreti di eventuale inclusione; ma, soprattutto, sottraendo fondi a chi ne ha realmente bisogno. Come i tanti cittadini italiani in condizione di difficoltà, ai quali nessuno pensa mai.»
Movimento Giovani Padani Emilia













