
“Ad un paio di settimane dalle elezioni regionali il governatore uscente della Regione, Stefano Bonaccini, promette di riaprire i Punti nascita, mentre nel corso degli ultimi 4 anni non ha fatto altro che cercare di motivare la sua decisione di chiuderli con la logica del “i numeri sono numeri” e che “la sicurezza delle partorienti viene prima di tutto”, nonostante, dal giorno della chiusura ad oggi, si siano contati svariati casi di parti avvenuti per strada e di trasferimenti in elicottero dall’Appennino al nosocomio cittadino. Se il numero di nascite necessario al mantenimento dei reparti può essere “magicamente” cambiato grazie ad un “rapido” accordo politico allora vien da chiedersi se, sino ad oggi, il Presidente della Regione abbia mentito alla collettività, rendendo impossibile ai cittadini del crinale il poter mettere alla luce dei figli sul territorio in cui vivono” così il capogruppo della Lega in Regione, capolista del Carroccio alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio, Stefano Bargi.
“Non è comunque accettabile né tollerabile che in Emilia-Romagna, una delle regioni volano dell’economia del Paese, i residenti dei comuni montani non abbiano diritto di mettere al mondo figli, se non accettando i rischi connessi al fatto che una partoriente è costretta a dover affrontare decine di chilometri prima di riuscire a trovare una struttura in grado di prendersi cura del termine della gestazione” – conclude il capogruppo leghista.













