I dati non dormono mai e i follower sono superflui se non si vende

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All’evento hanno preso parte oltre 140 tra accademici, innovatori, imprenditori, IT manager, stampa e televisioni, confermando il ruolo del Tecnopolo come snodo strategico per l’ecosistema digitale nazionale.

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BOLOGNA – In un’atmosfera di grande partecipazione, al Dama Tecnopolo – inaugurato il 22 novembre 2022 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si è tenuta ieri la giornata-convegno per i 50 anni di ASSI, l’Associazione degli Specialisti dei Servizi Informativi, fondata a Bologna nel novembre del 1975.

All’evento hanno preso parte oltre 140 tra accademici, innovatori, imprenditori, IT manager, stampa e televisioni, confermando il ruolo del Tecnopolo come snodo strategico per l’ecosistema digitale nazionale.

I lavori sono stati aperti dall’intervento della sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna Emanuela Rontini, seguita dal saluto del presidente ASSI Enrico Parisini.

A seguire le lezioni magistrali di Eric Pascolo, Project Manager di Cineca, che ha illustrato l’operatività del Tecnopolo e del supercomputer Leonardo, tra i dieci più potenti d’Europa e primo in Italia, e del professor Luciano Bononi, vicedirettore del Dipartimento di Computer Science dell’Alma Mater Studiorum.

Bononi ha sottolineato come «i dati non dormono mai e chi non è connesso e digitale è praticamente come se non esistesse, rischiando una marginalizzazione pericolosa».

Cuore della giornata le tre tavole rotonde, moderate dal giornalista professionista Stefano Bergonzini.

Nel primo panel si è discusso del ritorno alla centralità delle infrastrutture informatiche e dell’importanza del pieno possesso e controllo dei dati in un contesto geopolitico sempre più instabile. Sono intervenuti Alessandro Aiello, direttore generale di Herabit, Giorgio Toma, fondatore della società di consulenza HSPI (oggi 300 professionisti in tre sedi), Marco Bubani, direttore Innovazione di VEM Sistemi e presidente della cloud company Neen, e Dario Melpignano, CEO di Neosperience SpA, esperto di cloud e app.

Nel secondo panel Andrea De Marco di Bitbang ha analizzato l’evoluzione dei social media: «Da strumento relazionale stanno diventando broadcast, come “Falsissimo” di Corona: veri canali di diffusione alla stregua dei network TV. Avere milioni di follower indistinti non serve, se poi non vendi».

La professoressa Sonia Bergamaschi di Unimore ha affrontato il tema degli LLM, i modelli linguistici di grandi dimensioni che stanno cambiando radicalmente la programmazione informatica.

Per il professor Salvatore Zappalà, ordinario di Psicologia delle Organizzazioni in Unibo, oggi il lavoratore digitale «ha il potere di scegliere in quale azienda andare a lavorare, per questo welfare e servizi diventeranno sempre più decisivi».

Giovanni Scardovi, AD di Deda Digital, ha invece parlato di eCommerce: «È ancora uno strumento fortissimo: i motori di ricerca classici incidono per il 90% sulle scelte di consumo. Anche le PMI devono organizzarsi per utilizzarlo in modo strutturato».

L’ultimo tavolo ha messo a confronto geopolitica, AI e digitale. Il venture capitalist Gianluca Dettori, chairman di Primo Capital, ha spiegato: «La corsa allo spazio, il riarmo difensivo e la possibilità per le aziende private di lanciare micro-satelliti aprono un mercato straordinario. L’Italia ha conoscenze e tradizione per giocare un ruolo importante: per questo da quattro anni abbiamo creato un fondo dedicato».

Marco Bentivogli ha rilanciato i contenuti del manifesto “AI e Re-Made in Italy”, puntando sul finanziamento della ricerca applicativa per la nuova manifattura.

Ha chiuso l’umanista e Innovation Advisor Gianni Previdi, che citando Leibniz ha osservato: «All’inizio diffidava della stampa, poi capì che chi pubblica esiste. Oggi chi lavora con l’AI esiste».

In chiusura il presidente Onorario di ASSI Massimo Ragni, che ha guidato l’associazione per più di 40 anni, ha premiato con una targa speciale del Cinquantesimo Gabriele Faggioli, tra i massimi esperti italiani di diritto delle tecnologie e presidente onorario del Clusit. Faggioli è noto anche per aver partecipato all’indagine dell’antitrust europeo sulla violazione delle regole di concorrenza da parte del colosso tedesco SAP, che ha portato a un’inchiesta e a promuovere sanzioni probabilmente capaci di incidere sul valore del titolo in Borsa, peraltro calato repentinamente negli ultimi giorni.