Comincia a prendere forma il nuovo Sassuolo della stagione agonistica 2015/16:acquistato ufficialmente dalla Roma il promettente attaccante classe 1993 Matteo Politano (nella foto ); l’operazione di mercato parla di un prestito con diritto di riscatto. Acquisito a titolo definitivo il centrocampista classe 1996 Lorenzo Pellegrini; sul fronte partenze c’è da registrare la cessione a titolo definitivo del difensore Thomas Manfredini al Vicenza, squadra nella quale l’atleta ha disputato la stagione sportiva appena conclusa. Parlando di rinnovi c’è da registrare il primo contratto da professionista per il giovane Leonardo Fontanesi che si è legato ai colori neroverdi fino al 30 giugno 2020. In ottica cessioni potrebbe lasciare il Sassuolo per trasferirsi a Frosinone nella rosa della neopromossa formazione ciociara il ghanese Raman Chibsah. A questo punto manca nello scacchiere di Di Francesco il centravanti, ruolo ricoperto da Simone Zaza;staremo a vedere le mosse della società emiliana. Si fa il nome di Duvan Zapata del Napoli, ma francamente lo vediamo un corpo estraneo alla filosofia calcistica di Difra. L’attaccante lucano richiamato dalle sirene juventine è per caratteristiche tattiche diverso da Zapata: il primo predilige le improvvise ripartenze, i rapidi spostamenti ed è bravo nella gestione del pallone mentre il colombiano è un calciatore che intende la profondità come progressione e potenza fisica. Le differenze tra i due sono talmente evidenti che appare difficile pensare ad un avvicendamento in questo senso; il colombiano è forte nel gioco aereo, allora sorge spontanea una domanda:con due esterni come Berardi e Sansone entrambi poco propensi a mettere verso il centro dell’area avversaria i traversoni ma abituati a convergere e a puntare i difensori, la scelta di Zapata non appare un tantino avulsa? Almeno che qualcosa nel 4-3-3 di Di Francesco non cambi:dovesse arrivare Zapata, allora il primo sulla lista dei partenti sembrerebbe essere Sansone. Sono supposizioni ed ipotesi, magari arriva Zapata e con Sansone e Berardi danno vita ad un magico trio: a vedere la situazione dall’esterno l’arrivo del sudamericano sembrerebbe portare a cambiamenti tattici di rilievo, ma per buona pace di tutti sulla panchina neroverde c’è ancora don Eusebio pronto a stupire 













