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Che fosse una ricostruzione in grado di procedere in modo trasparente e al riparo da infiltrazioni malavitose, al contrario di altri casi balzati alle cronache, era diventato il leit motiv dell’Ente commissariale presieduto da Vasco Errani, prima delle elezioni. Tuttavia, la Lega Nord ha sempre messo in allerta le istituzioni, perché un rischio, effettivamente, poteva esserci. «Se le prime indiscrezioni che apprendiamo dai mezzi di informazione saranno confermate – spiegano Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord, ed il commissario provinciale del Carroccio, Fabio Ferrari – ciò confermerebbe quello che la Lega aveva già segnalato, anche nella zona di Brescello. Ora, però, il caso di infiltrazioni della malavita organizzata potrebbe essere ancora più grave – sottolineano – perché questi episodi si sarebbero verificati nell’opera di ricostruzione post-terremoto.» A lungo si è discusso delle lungaggini burocratiche, necessarie per una trasparenza nella ricostruzione, «mentre ora tutto questo castello di parole rischia di essere mandato a monte – dicono Bargi e Ferrari – da operazioni illegali compiute sulla pelle di cittadini che attendono semplicemente di poter tornare ad una vita decorosa, dopo il dramma del sisma. Si fanno in queste ore i nomi di un imprenditore e di un tecnico del Comune di Finale Emilia: questo potrebbe essere il drammatico segnale che ricostruzione e inquinamento mafioso negli appalti sarebbero legati a filo doppio. Siamo, comunque, soddisfatti dell’indagine che è stata compiuta e ringraziamo di questo le forze dell’ordine – concludono dalla Lega Nord – e speriamo che l’indagine continui per andare fino in fondo nelle triste vicenda.»