
“Finalmente l’operazione Aemilia porta alla luce le infiltrazioni criminali nei settori più vitali della nostra economia che denunciamo da tempo. Da anni facciamo nomi e segnaliamo che la mafia in Emilia sta dilagando, infiltrandosi proprio negli appalti per infrastrutture edili e stradali e nella ricostruzione post-sisma”. Lo dichiara Michele Dell’Orco, deputato emiliano M5S, che da tempo presta attenzione nei suoi atti parlamentari agli intrecci tra economia e criminalità.
“Tra gli arrestati –precisa il deputato- oltre a Pagliani e Iaquinta c’è anche l’imprenditore della Bassa modenese Augusto Bianchini, della Bianchini Costruzioni Srl di San Felice sul Panaro (MO), già finita al centro di indagini per lo smaltimento di residui di amianto nei giardini di alcune scuole tra cui quella di Reggiolo. Avevo già avuto modo di citare la ditta in un’interrogazione depositata per far chiarezza sulla posizione amministrativa di Coopsette, alla luce degli elementi emersi dall’indagine giudiziaria partita dalla Tav di Firenze, perché la Binchini srl lavora spesso, come ditta appaltatrice, per la Coopsette, la cooperativa che ha gestito e gestisce una buona fetta dei lavori per la ricostruzione”.
“Alla luce di questi fatti –conclude il pentastellato- diviene ancora più importante che venga eletto un Presidente della Repubblica che sia un simbolo della lotta alla mafia e mi auguro dalle nostre votazioni in rete esca fuori un candidato con questi requisiti













