La situazione in casa Sassuolo è in continuo divenire: il campo ha sentenziato una stagione avara di soddisfazioni , doveva essere la stagione della consacrazione a certi livelli invece così non è stato. A questo punto resta da onorare al meglio la serie A e pianificare al meglio il futuro neroverde: meglio rompere gli indugi e cominciare a pensare al nuovo corso. Venendo a questo, quasi sicuramente il principale artefice della crescita esponenziale e continua dell’ambiente neroverde non siederà più sulla panchina del Sassuolo: inutile dire che il meraviglioso idillio tra le parti si sia rotto per diversi motivi più volte citati. Bisogna avere il coraggio di guardare oltre, questione di coerenza e di consapevolezza; in questo senso meglio puntualizzare alcune cose. L’annata calcistica neroverde si riduce al conseguimento di una salvezza comoda, per questo non è facile capire la volontà della dirigenza neroverde di trattenere Defrel contro il desiderio chiaramente esternato dal calciatore transalpino di andare a Roma: a proposito il n°11 visto ieri sera è una sorta di separato in casa e pensare ad un girone di ritorno con un attaccante così demotivato alimenta dubbi e perplessità. Da un punto di vista tecnico col rientro di alcuni calciatori offensivi, Berardi e Politano in primis, e con un Matri tornato al mestiere del gol si può pensare di assecondare la voglia di giallorosso di Gregoire: tenere in gruppo un atleta scontento non è per nulla simpatico per diverse ragioni. Varie cose sono andate male in questa stagione, ma società e squadra hanno una certa solidità strutturale quindi con gli opportuni accorgimenti il progetto Sassuolo potrà decollare. Rimane un problema di fondo: manca nell’organico societario una figura tecnica di grande affidabilità, un conoscitore del pianeta calcio capace di andare oltre il marketing e i bilanci… Eccovi servita la verità