
Mentre il Sassuolo si gode la conquista della fase preliminare per accedere al palcoscenico continentale, a tenere banco in questi giorni sono le convocazioni azzurre . Al di là delle scelte più o meno discutibili, un aspetto è da mettere in evidenza: nessun neroverde farà parte del gruppo di Antonio Conte a Francia 2016; si parla tanto della forza e del carattere degli uomini allenati da Di Francesco, una formazione bella e soprattutto italiana, ma poi scorgendo la lista si scopre che la nazionale attinge sempre e comunque da un serbatoio di club. Iniziamo col dire che i nostri ragionamenti non vogliono commentare i gusti, ma esclusivamente parlare dei criteri di scelta che hanno portato a questo elenco di 30 giocatori che poi sarà ridotto a 23. Mettendo da parte considerazioni faziose ci permettiamo alcuni ragionamenti che nascono proprio dai dogmi del ct azzurro. Il primo comandamento del tecnico pugliese è la necessaria titolarità nella squadra d’appartenenza il che tradotto significa rendimento e condizione oltre ad una buona dose d’esperienza. Bene, scorgendo l’elenco disposto da Conte rimane complicato capire alcune scelte sulla base delle scriminanti da lui stesso volute: per questo sono pronti svariati esempi che non vogliono assolutamente prendere in considerazione caratteristiche tecniche o qualità personali. Ci sono calciatori che definire meteore o quasi nel loro club è un eufemismo, ma guarda caso giocano nel team più vincente in campo nazionale e per loro il posto in qualche modo si trova (Zaza, Sturaro in primis). Altro sistema di scelta punta sulla condizione fisica attuale e sulla performance stagionale, anche qui parliamone… Montolivo, Thiago Motta, Eder non sembra stiano attraversando un periodo buono di forma, allora su quali basi sono stati forniti i nominativi? Alla fine le scelte rimangono imprigionate tra interessi e apparenze che profumano di business allora provocatoriamente pensiamo che per guadagnarsi la maglia azzurra rimanga necessario passare dalle parti di Vinovo. Berardi è avvertito, la maglia bianconera come per magia si trasforma in azzurra…; un’altra considerazione potrebbe valere per la mancata convocazione di Acerbi: il Sassuolo dovrebbe chiamarsi Piastrella Valley, questione di apparenze… Perché rinunciare a Pavoletti dopo la convincente stagione con la casacca genoana dello Sparviero? Non si vogliono mettere in dubbio le qualità di mister Conte, le decisioni vanno rispettate ma i fondamenti su cui poggiano certe scelte vengono sacrificati in nome di considerazioni che col rettangolo di gioco hanno poco a che fare. Tanti auguri Italia, anche se tutto ci sembra “agghiacciande”… 
Pallone e veleni tra interessi e apparenze…













