
«La Legge Comunitaria (che sarà approvata il 25 maggio; ndr) dovrebbe essere uno strumento di raccordo tra la nostra normativa e quella europea – spiega il consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, che anche recentemente, in Assemblea legislativa, non ha nascosto le proprie perplessità sulle politiche della Regione a guida Pd –. Ovviamente, la maggioranza e la Giunta che sostiene non sono di questo avviso.» La Lega Nord, facendo di necessità virtù e seguendo l’impostazione tracciata dall’esecutivo, ha cercato di «utilizzare questo strumento legislativo, per inserire semplificazioni e sgravi fiscali per le imprese e gli artigiani.» Nel dettaglio, gli emendamenti presentati dal Carroccio volevano incidere sull’insieme di norme che favoriscono agevolazioni alle imprese, ed incentivi fiscali, nel rispetto della disciplina europea sugli “aiuti” di Stato e pubblici, in generale. Migliorando anche il rapporto tra Regioni, Comuni e Unioni di questi ultimi, per rafforzare i servizi erogati direttamente alle imprese, favorendo uno strumento sperimentale di “compensazione”, per lo scambio di beni e servizi. Insomma, proposte di “buon senso”, senza colore politico. Così come lo era «la nostra proposta, che puntava a rendere più efficaci e rapide le risposte del Suap ed a sviluppare il “Fascicolo elettronico d’impresa”, conservato dalle Camere di Commercio. La sostanza – dice Bargi – è che la maggioranza dice pregiudizialmente “no” a qualsiasi proposta arrivi dai banchi dell’opposizione. Preferendo glissare, ed usando la Legge Comunitaria stessa a proprio piacimento, anziché discutere realmente su competitività e imprese. Si sentono tante parole al vento – conclude il consigliere Ln – ma la realtà è che questo territorio, iper-burocratizzato, senza incentivi, perde pezzi e la maggioranza di sinistra fa finta di niente.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













