“La scarsa capacità comunicativa dell’attuale Amministrazione emerge in modo netto e preciso nella vicenda Carani: veniamo visti come avversari politici, questo rende difficile un dialogo tra le parti e desta molte perplessità”. A parlare è Laura Franchini, portavoce del comitato Salviamo il Teatro Carani che precisa:”Invece che dimostrarsi scontroso e quasi diffidente nei confronti del sodalizio che rappresento, il primo cittadino Claudio Pistoni avrebbe potuto usare al meglio le competenze e le professionalità interne al comitato: siamo stati chiamati in causa raramente dal governo municipale, sempre in posizione defilata -continua- questione di buone maniere: i colloqui con la proprietà sempre filtrati dal Comune; o la pensi come loro o le tue idee sono destinate a rimanere nell’ombra. Tutto questo lo si evince dal nervosismo presente intorno alla questione – tuona, infastidita-questo tergiversare non può soddisfare il comitato e più in generale i sassolesi: la verità è che per tanti motivi bisognerà andare oltre l’apparato comunale”. In questo senso stabilire un contatto diretto con la proprietà rimane un obiettivo imprescindibile, tanto che la nostra interlocutrice puntualizza:”Auspichiamo a breve un incontro con la proprietà per discutere in merito alle nostre proposte che guardano ad una Fondazione sostenuta da imprenditori ed artisti per una riapertura del Carani, al momento non si è agito in sinergia con Comune e legittimi proprietari: la sensazione è che si voglia prendere tempo e il quesito su un’ipotetica riapertura venga ripetutamente posticipato. La proprietà -conclude- dovrà dire che ne vorrà fare del Teatro:sono tante le idee in cantiere per cercare di superare un immobilismo cronico sul punto; ricordo che prima di tutto siamo amici della cultura e innamorati di Sassuolo, a noi poco importa del target politico: bisogna saper ascoltare gli altri, quelli che vengono visti come nemici…”













