giovaniPadaniFabbriI Giovani Padani chiedono ai dirigenti scolastici di approfondire materie importanti, che le Università sono costrette a recuperare per la negligenza del sistema scolastico, invece di utilizzare trovate che servono unicamente a fare notizia nei telegiornali

L’idea dell’istituto di Ladispoli, di insegnare il romeno agli italiani a scuola, vista la presenza di molti studenti provenienti dalla Romania in paese, non convince (anzi, viene fermamente respinta) da Carlo Piastra, referente dei Giovani Padani Emilia. «La proposta didattica dell’istituto comprensivo “Corrado Melone” di Ladispoli è da rigettare – taglia corto Carlo Piastra – perché non è studiando il romeno che si attuerà l’integrazione degli stranieri. E mi rifaccio anche a quanto ha detto la cancelliera Angela Merkel, che ha chiaramente detto ai nuovi entrati siriani in Germania di imparare il tedesco e cercarsi un lavoro. Ora, parlando di una scuola, credo che tutto quello che è cultura sia utile, ma distogliere i nostri studenti, che arrivano con gravi carenze all’Università, con materie “opzionabili” come questa, sia un modo per disperdere inutilmente risorse. Anche se ci viene detto che l’iniziativa sia in parte finanziata dal governo rumeno.» Per dirla breve, le lingue del futuro potrebbero essere il cinese, l’indiano, il russo, per un discorso di scambi economici; studiare una lingua romanza, di derivane latina, come il rumeno, non è necessariamente uno scandalo, ma sembra quasi un’integrazione al contrario, secondo i Giovani Padani: «Anziché portare gli stranieri ad adeguarsi ai nostri costumi, siamo noi italiani a doverci ancora una volta adattare alle esigenze di chi arriva. Come successo per le polemiche per i crocefissi e i festeggiamenti del Natale, con il presepe e le recite a scuola, per via della presenza di studenti musulmani. Credo – conclude Piastra – che questi sedicenti dirigenti scolastici, invece di voler fare notizia a tutti i costi con iniziative come il romeno a scuola, farebbero bene ad insistere sulla lingua italiana, l’inglese, la matematica e le materie scientifiche (di cui c’è carenza di docenti; ndr). Visto che, da qualche anno, le Università sono costrette ad organizzare corsi di introduzione e recupero per la lingua italiana, la fisica, la matematica, la chimica e l’informatica, per gli studenti italiani. Supplendo a quelle che sono carenze formative trascinate per anni. Miglioriamo la didattica delle nostre scuole e smettiamola di proporre nei plessi scolastici stupidaggini che servono solo a fare notizia sui Tg.»

Giovani Padani Emilia