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«La sanzioni economiche dell’Ue e degli Stati Uniti alla Russia stanno producendo un effetto nefasto sulle nostre imprese, ma al tempo stesso alimentano un mercato parallelo di prodotti arrivati da altri mercati, che giungono in Russia, per surrogare il made in Italy.» Ne è convinto il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi, primo firmatario di un’interrogazione all’Assemblea legislativa, sottoscritto anche dal resto del gruppo consigliare del Carroccio. Perché «il calo delle esportazioni non riguarda solo l’agro-alimentare (dove assistiamo ad intere partite di falso Parmigiano di origine sudamericana, che sostengono le attività ristorative russe, con perdite rilevanti per il nostro comparto), ma anche il tessile. Si veda il calo netto del 3% delle esportazioni da parte delle maglierie di Carpi, ed il 35% di quelle di Rimini.» Drastiche perdite anche sul versante dei macchinari agricoli (-9,5%), del “food machinery” (-3,4%) e delle macchine utensili (-5%). Riduzione rilevante dell’export verso l’est, anche per latticini, frutta e verdura e vini. Insomma, un disastro. Mentre le sanzioni restano, nonostante le aperture internazionali, la tregua in Ucraina che sembra reggere e l’impegno della Russia nel combattere l’Isis in Siria. «Anche alla luce di questi fattori – osserva Bargi – molte regioni italiane hanno approvato risoluzioni atte a rimuovere questo embargo economico: penso alla Lombardia, al Veneto e all’Umbria, mentre durante la sessione comunitaria dello scorso giugno – proseguono i consiglieri del Carroccio – fu approvato un nostro emendamento, che richiamava la necessità “di sostenere in ogni sede la verifica delle condizioni affinché le sanzioni siano rimosse”.» Per questo, la Lega chiede che la Giunta Bonaccini, anche nella conferenza permanente Stato-Regioni, promuova tutte quelle azioni necessarie affinché si impegni l’Europa ad avere un ruolo importante nella mediazione tra Russia e Usa. Ma anche di creare un fondo comune, tra gli stati membri dell’Ue, per armonizzare le perdite dovute all’embargo, creando situazioni che aiutino le imprese che rischiano di perdere quote di mercato. «Il Pd umbro – conclude Bargi – ha sostenuto un analogo impegno nella sua regione e ci auguriamo che quello emiliano-romagnolo, che già si è dimostrato aperto su questo tema, sostenendo i nostri emendamenti a riguardo, sulla legge comunitaria, faccia lo stesso qui. Molte imprese della nostra regione attendono risposte e la politica non può restare a guardare.»

Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna