La seconda interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma dei consiglieri Lucenti, Giavelli, Caselli e Anselmi di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto “Riduzione del monte ore del personale educativo assistenziale (PEA)nel territorio comunale, dati sugli alunni certificati e previsioni di stanziamento di bilancio”.
“Premesso che – si legge nell’interrogazione – il servizio svolto dal Personale Educativo Assistenziale rappresenta un presidio fondamentale ed insostituibile per garantire il diritto allo studio, l’inclusione scolastica e l’autonomia di alunni o studenti con disabilità o in situazioni di fragilità che frequentano le scuole del nostro territorio. Considerato che da segnalazioni pervenute da famiglie, personale scolastico ed educativo, emerge una forte preoccupazione legata alla contrazione del monte ore complessivo ed individuale per l’anno scolastico in corso. Si interrogano Sindaco e Giunta per sapere: a quanto ammonta con esattezza il taglio o la riduzione del monte ore complessivo del servizio PEA rispetto all’anno scolastico precedente e/o rispetto alle ore inizialmente richieste dagli istituti comprensivi del territorio; il numero esatto degli alunni con certificazione (ai sensi della Legge 104/92 o equivalente) residenti o frequentanti le scuole del Comune di Sassuolo che necessitano dell’assistenza PEA per l’anno scolastico in corso suddivisi per grado di scuola; i criteri sulla base dei quali è stata determinata la riduzione delle ore ad ogni alunno/studente e se tali criteri sono stati comunicati alle famiglie e alle istituzioni scolastiche; la media delle ore settimanali effettivamente coperte per ciascun alunno certificato rispetto a quelle assegnate e formalizzate nel relativi PEI; quanto la Giunta intende mettere a bilancio per integrare e rifinanziare le risorse destinate al capitolo di spesa per il supporto educativo; le tempistiche con cui l’Amministrazione intende procedere con lo stanziamento delle suddette risorse integrative per ripristinare la piena copertura oraria necessaria a garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico”.
Ha risposto l’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Savigni. (FOTO SLIDE)
“E’ opportuno fare una premessa per affrontare un problema che ha una rilevanza nazionale, ma che incide in modo particolarmente gravoso sui bilanci delle amministrazioni comunali. L’inclusione scolastica, un principio fondamentale della scuola italiana che dobbiamo difendere, richiede personale e risorse adeguate, che devono essere garantite da tutti gli attori in campo.
Innanzitutto il tema del sostegno: come denunciato dai sindacati, aumentano gli alunni con disabilità ma gli insegnanti di sostegno, di nomina statale, con nomina stabile restano gli stessi; sono di più gli insegnanti in deroga ( cioè i precari a cui vengono assegnati incarichi temporanei o spezzoni di orario a settembre ) degli insegnanti in organico stabile. Un problema ormai strutturale viene gestito con strumenti temporanei, con un organico sottostimato. Secondo dati ISTAT riferiti all’a.s.2024/25, il 58% degli alunni con disabilità cambia insegnante rispetto all’anno precedente, il 9,4% lo cambia nel corso dello stesso anno scolastico. “ una funzione delicatissima e decisiva per gli alunni più fragili continua a poggiare in misura enorme sul lavoro precario”, perché a Modena 1621 cattedre , più della metà del necessario delle cattedre è affidato a personale precario, pur essendoci necessità strutturali, come denuncia la CISL scuola di Modena a inizio settembre. Così non si garantisce né continuità nel rapporto studente-insegnante né qualità dell’azione educativa. Naturalmente se lo stato continua a costruire la propria risposta su organici insufficienti e autorizzazioni annuali , la pressione si scarica inevitabilmente sugli enti locali. Come denunciano le scuole stesse poi, spesso nel passaggio tra ordini di scuola viene ridotto il numero di ore di sostegno attribuite a ogni singolo alunno, e questo ovviamente genera un aumento di richieste al Comune, il cui bilancio viene sottoposto a una pressione che sta diventando insostenibile.
Per quanto riguarda le domande poste dall’interrogazione: Non esiste alcuna contrazione del monte ore complessivo, anzi si è effettuato un importante aumento del medesimo. A solo titolo di esempio, se nel 2023-24 il monte ore complessivo SETTIMANALE era di ore 2176, nel 2025-26 è stato di 2312, nel 2026-27 sarà di circa 2450 ore ( dato non ancora definitivo perché siamo in attesa di definire il progetto di inclusione di alunni frequentanti le scuole paritarie e gli istituti non collocati sul territorio comunale). Parliamo quindi di un aumento complessivo ben oltre le 100 ore settimanali rispetto allo scorso anno scolastico. Questo dato certifica una realtà nella quale all’aumento del numero dei ragazzi certificati corrisponde un aumento delle risorse messe a disposizione. E’ stata quindi operata una diversa distribuzione delle ore, in relazione al significativo aumento del numero degli alunni certificati, fenomeno già evidenziato, e alla presenza di situazioni caratterizzate da maggior complessità.
Gli alunni con certificazione a norma della legge 104/92 sono allo stato attuale , in questo anno scolastico, 267, così suddivisi: 28 alla scuola dell’infanzia, 108 alla primaria, 59 alla secondaria di 1^ grado, 72 alla secondaria di 2^ grado. Ricordo che nell’a.s2023/24 erano 192, nell’a.s. 2024/25 sono saliti a 207, nell’a.s.2025/26 sono diventati 236, allo stato attuale 267. In questi numeri sono compresi anche gli alunni residenti a Sassuolo ma frequentanti scuole in altri comuni, es. scuole superiori, la cui assistenza è comunque a carico del bilancio del Comune di Sassuolo. A margine, ricordo che la scuola dell’infanzia non è scuola dell’obbligo (in alcuni territori non viene attribuito dai comuni alcun supporto PEA), ma noi riteniamo indispensabile farlo, perché proprio nell’arco di vita 0-6 possono manifestarsi le prime fragilità e gli interventi precoci e gli stimoli adeguati hanno una efficacia preventiva maggiore.
Il criterio in base al quale è stata effettuata una redistribuzione delle ore è improntato all’ottimizzazione e all’utilizzo il più efficace possibile delle risorse complessivamente aumentate, vista come si è detto la crescita molto importante del bisogno, concentrandole sulle situazioni di maggiore complessità, salvaguardando i casi più gravi, e garantendo comunque una soglia minima di intervento, anche nei casi che presentano esigenze assistenziali meno gravose. In alcuni casi le ore sono state infatti aumentate. Nella maggior parte dei casi si è intervenuti sulla distribuzione, è stata tolta un’ora ad alunno, ma non si è mai scesi al di sotto di una soglia minima di intervento anche nei casi meno gravi. Tale distribuzione è stata concordata con gli istituti scolastici , nei tavoli di concertazione che vengono attivati prima dell’inizio di ogni anno scolastico: con il 1^ IC in data 2 settembre, con il 2^ IC, 3^ IC, e 4^ IC in data 4 settembre, con l’istituto Formiggini e l’istituto Volta in data 28 agosto, con gli istituti Baggi e Morante in data 31 agosto.
La media delle ore attribuite è 9,4 ad alunno. Questo dato medio non può essere sovrapposto alle ore indicate nei singoli PEI, che appartengono alla progettazione educativa delle istituzioni scolastiche e sono documenti soggetti alla necessaria tutela della riservatezza. L’attribuzione delle ore non è automatica né uguale per tutti, ma viene definita caso per caso sulla base delle esigenze dell’alunno, della documentazione sanitaria e scolastica, anche in base all’eventuale progresso dell’alunno, se rilevato dalla scuola, e in considerazione dell’organizzazione della classe. Come sa sicuramente l’interrogante, nel nostro distretto le ore vengono assegnate non in quantità standard in base all’ordine di scuola, ma valutando e concordando caso per caso con la Neuropsichiatria e la scuola. Viene inoltre considerata la presenza di più alunni certificati nella stessa classe, circostanza che può permettere un lavoro maggiormente collaborativo e un utilizzo più efficace delle risorse, sempre nel rispetto dei bisogni individuali. Ricordiamo poi che, in base all’organizzazione del PEA di plesso, modalità operativa scelta dall’Amministrazione da diversi anni, si permette alle scuole di non restituire ore non utilizzate per assenza di alunni, che vanno a costituire una riserva di ore diversamente spendibili, su casi certificati, in base all’autonomia organizzativa degli Istituti.
La spesa prevista per coprire questo servizio supera in modo significativo i 2 milioni di euro; non abbiamo ancora il dato assestato, per quanto ricordato sopra (siamo in attesa di definire il progetto di inclusione di alunni frequentanti le scuole paritarie e gli istituti non collocati sul territorio comunale). Per semplice confronto, ricordo che la spesa per i PEA nell’anno 2023/2024, è stata di 1.474.000 euro.
Ci tengo a ricordare che alla voce di bilancio per il Personale Educativo Assistenziale vanno aggiunte altre voci di spesa, per servizi essenziali all’inclusione, che non sempre vengono ricordati. Cito: gli alunni con certificazione 104 che usufruiscono gratuitamente del servizio di trasporto scolastico sono 24; gli alunni che usufruiscono del trasporto speciale a titolo gratuito, garantito con specifica convenzione dalla Croce Rossa, sono 34.
Al monte ore settimanale attribuito in base alle diagnosi degli alunni va aggiunta la spesa di altri incarichi attribuiti al personale assistenziale per un’assistenza ulteriore al pre e post scuola, quando viene frequentato da bambini con disabilità.
Inoltre, l’Amministrazione, come ricordato recentemente, ha incrementato in misura considerevole (del 50%) lo stanziamento per l’inserimento di bambini con certificazione nei Centri Ricreativi Estivi. Una nota a margine: Il PEA non può e non deve diventare lo strumento attraverso il quale il sistema locale compensa strutturalmente carenze dell’organico statale. Si tratta di figure professionali diverse con funzioni diverse, entrambe necessarie al progetto complessivo di inclusione. Allo stesso tempo, l’obiettivo dell’intervento educativo non è semplicemente quello di garantire la presenza fisica di un adulto accanto all’alunno, ma di favorirne l’autonomia, la partecipazione e la relazione con i compagni. La presenza costante di un adulto di fianco ad un alunno a volte è necessaria, in casi molto gravi, ma in casi meno gravi non sempre è garanzia di vera inclusione, quindi va valutata di volta in volta.
In conclusione: è un problema nazionale, particolarmente sentito a Modena: è la provincia che, dopo Ravenna, ha la percentuale più alta di studenti con disabilità, cresciuti, solo nel passaggio tra l’anno scolastico 2023-24 all’anno scolastico 2024-25 di 250 unità; lo hanno sottolineato i nostri sindaci, con la lettera inviata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, al Ministro per le Disabilità, al Presidente della Regione Emilia-Romagna, all’Assessore della Regione Emilia-Romagna con delega a Welfare e Scuola, al Presidente della Provincia di Modena. E’ una lotta comune che deve vedere unite tutte le forze politiche per chieder più risorse al governo centrale. E’ una battaglia di qualità per la nostra scuola, che non può vedere solo i comuni in prima linea”.













