Il dossier ETS entra nella fase decisiva per il futuro del distretto ceramico emiliano. Il Consiglio dell’Unione europea ha definito la propria posizione sulla revisione delle quote gratuite di emissione per il periodo 2026-2030. L’Italia si è astenuta, sostenendo però la necessità di un correttivo mirato per il settore ceramico. Nel frattempo sono stati depositati diversi emendamenti al Parlamento europeo per modificare i benchmark che il comparto considera penalizzanti. Il voto europeo è atteso entro ottobre.

«Adesso serve arrivare fino in fondo – dichiara Ghelfi Riad, Segretario regionale di Patto per il Nord Emilia –. Il fatto che siano stati depositati gli emendamenti è un passaggio importante, ma il territorio ha bisogno di una soluzione concreta. Il distretto ceramico di Sassuolo e Fiorano non può essere penalizzato da parametri che non tengono adeguatamente conto delle tecnologie realmente utilizzate dalle imprese».

Secondo Confindustria Ceramica, il settore è particolarmente esposto alla concorrenza internazionale e il sistema dei benchmark ETS rischia di aumentare i costi per imprese che negli anni hanno già investito in efficienza energetica e riduzione delle emissioni. Anche le organizzazioni sindacali hanno evidenziato il problema dei costi energetici e delle possibili ricadute sull’occupazione.

«La transizione ecologica è un obiettivo che va perseguito – prosegue Riad – ma deve essere una transizione industriale sostenibile. Non possiamo chiedere alle aziende di investire nella riduzione delle emissioni e contemporaneamente applicare regole che rischiano di rendere più difficile produrre in Europa rispetto ai concorrenti internazionali».

Per Patto per il Nord Emilia la questione riguarda infatti molto più delle singole aziende: il distretto ceramico coinvolge lavoratori, imprese dell’indotto, trasporti, servizi e competenze specialistiche che rappresentano una componente importante dell’economia emiliana.

«La discussione europea deve tenere insieme ambiente e industria. Se vogliamo mantenere produzione, occupazione e competenze sul nostro territorio, dobbiamo evitare che la decarbonizzazione si trasformi in un incentivo alla delocalizzazione. Ora che gli emendamenti sono stati depositati, chiediamo che il percorso prosegua con determinazione fino al voto di ottobre».

Patto per il Nord Emilia continuerà a seguire l’iter europeo del provvedimento, con particolare attenzione agli effetti che le nuove regole ETS potranno avere sulla competitività del distretto ceramico e sull’intera filiera produttiva regionale.