In merito alle recenti dichiarazioni della minoranza consiliare riguardanti i finanziamenti per l’edilizia scolastica, l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sassuolo, Maria Raffaella Pennacchia, interviene con una nota dettagliata per ristabilire la realtà dei fatti, basata su dati tecnici e normative vigenti.
“È fondamentale, prima di tutto, sgombrare il campo da ogni dubbio circa la serietà delle valutazioni svolte congiuntamente ai nostri uffici tecnici e ai consulenti esperti incaricati,” esordisce l’Assessore Pennacchia. “Le cifre richieste non sono frutto di stime arbitrarie, ma di un’analisi prudenziale volta a preservare la spesa pubblica. Una volta completato il progetto esecutivo, qualora alcuni fondi non fossero necessari, non verranno impiegati, ma confermo con fermezza la necessità delle somme preventivate per garantire interventi risolutivi.”
La relazione tecnica spesso citata dalla minoranza risale al 2023 ed era basata su verifiche visive e documentali. Tuttavia, nella primavera del 2025, nell’ambito dell’iter per il conseguimento dei Certificati di Prevenzione Incendi (CPI), i sopralluoghi dei Vigili del Fuoco hanno fatto emergere criticità precedentemente non rilevabili. “Sono emerse necessità aggiuntive imprescindibili,” spiega l’Assessore. “Parliamo di certificazioni dei materiali per pareti e controsoffitti, implementazione dei sistemi di rilevazione fumi e centraline di controllo e potenziamento dell’illuminazione di emergenza. Inoltre, la vetustà dei cavi elettrici in molti plessi richiede un’ispezione capillare e potrebbe essere necessaria la loro sostituzione, poiché non più rispondenti alle attuali prescrizioni di legge”.
L’esperienza dei cantieri già conclusi sulle scuole Bellini, Carducci e Pascoli conferma la correttezza di questo approccio: i costi reali hanno registrato un aumento del 40% rispetto alle stime iniziali. Pertanto, richiedere il massimo contributo concedibile è stata una scelta cautelativa e di buonsenso per assicurare l’adeguamento totale degli impianti.
Entrando nel merito dei singoli interventi, sulla copertura della scuola Cavedoni/Parco Ducale insiste un vecchio impianto fotovoltaico mai entrato in funzione, che deve essere rimosso e smaltito. Parallelamente, la necessità di garantire la pressione della rete idrica potrebbe richiedere l’installazione di un gruppo di pressurizzazione, con un costo stimato tra i 50.000 e i 60.000 euro. Analogamente, presso la scuola primaria Sant’Agostino, sarà necessario verificare e potenzialmente sostituire materiali di pavimentazione e controsoffitti qualora non conformi alle classi di resistenza al fuoco richieste dai Vigili del Fuoco.
Sul fronte della legittimità delle candidature, l’Assessore chiarisce il complesso passaggio normativo: “A seguito della revisione del PNRR approvata dall’ECOFIN nel dicembre 2023, le cosiddette ‘Medie e Piccole Opere’ sono state stralciate dal Piano e riclassificate come finanziamenti nazionali del Ministero dell’Interno. Pertanto, alla data dell’Avviso del 26 novembre 2025, gli edifici ‘Leonardo’ e ‘Sant’Agostino’ non risultavano beneficiari di fondi PNRR, rendendo le candidature pienamente ammissibili. Il principio del ‘doppio finanziamento’ non è mai stato violato: nessun costo è stato rimborsato due volte. La Mensa Sant’Agostino, inoltre, è un edificio autonomo pur costituendo ampliamento all’edificio scolastico”.
“Piuttosto che criticare il lavoro tecnico, sarebbe stato opportuno, in passato, procedere a un progetto complessivo di adeguamento antincendio per la conformità alle normative antincendio del plesso Sant’Agostino in concomitanza con la realizzazione della mensa. È grave che non sia stato richiesto preliminarmente il parere di valutazione, nè avviato l’iter, che abbiamo intrapreso una volta venuti a conoscenza di questa grave mancanza- conclude l’Assessore – Ancora una volta, dopo l’opposizione alle variazioni di bilancio necessarie per concludere i cantieri dei nidi, e dopo essersi astenuti nel voto che aumentava i fondi per l’assistenza agli alunni disabili nelle scuole, nell’ ultimo consiglio la minoranza non ha voluto votare gli investimenti concreti sulla scuola. Al di là dei proclami di facciata, le loro scelte sono chiare: un ‘no’ sistematico al miglioramento delle nostre infrastrutture scolastiche ed educative”













