“Nel nome della libertà, quel diritto che proprio loro calpestano attraverso coercizioni e mistificazioni, loro parlano di argomentazioni infondate e discriminatorie da parte mia; dico solo, che continuare a mentire attraverso paure ed imposizioni porta ad essere una massa di soldati privi di carattere e determinazione”. Così Rocco Politi, anima di Quo Vadis, dopo i recenti attacchi, nei suoi confronti, da parte dei Testimoni di Geova i quali hanno catalogato come di cattivo gusto ed offensive le affermazioni dello stesso durante la trasmissione televisiva Zona Bianca nel corso degli speciali relativi a gruppi religiosi e credenze. Il piccolo ordigno esploso a Roma in via Casilina, nel pomeriggio di martedì 26 marzo, davanti all’ingresso della Sala del Regno ha inasprito la contesa; tanto che la congregazione dei fedeli, succitata, punta il dito sul clima di diffidenza creato da Zona Bianca. I Testimoni di Geova lamentano il fatto di essere fatti bersaglio di attacchi diffamatori, senza possibilità di un confronto; più volte sono emersi comportamenti poco edificanti sfociati in veri e propri reati, perpetrati dai fedeli in questione, senza fornire elementi di difesa. Sul punto, Politi, sottolinea:” Non sono mosso da spirito di rivalsa perché fuoriuscito da quei meccanismi perversi,  che regolano quel mondo e che, apertamente e in maniera catastrofica, entrano in conflitto con la realtà portando i suoi adepti ad isolarsi – continua – Non ho bisogno di farmi pubblicità, mi spinge il desiderio di costruirsi una coscienza trasparente e costruttiva, non dettata da profezie artefatte: senza verità, non ci può essere religione”

 

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