“La Regione dice no alla possibilità, offerta della normativa nazionale, di integrare, con propri criteri, la valutazione dei valori Isee a sostegno delle famiglie”. Così il consigliere della Lega, Stefano Bargi, primo firmatario del Progetto di Legge per l’applicazione del Fattore Famiglia.
“L’obiettivo della nostra proposta è quello di individuare una misura strutturale a favore delle famiglie per rendere più equilibrata l’applicazione dell’ISEE che già regola le modalità di accesso alle agevolazioni previste a livello nazionale con l’introduzione delle scale equivalenti. Abbiamo proposto di tenere in maggior conto del numero dei figli a carico, anche per età, della eventuale presenza di disabili o non autosufficienti, di genitori soli, della perdita del reddito, di nuclei famiglie composte da un solo membro e della presenza di figli gemelli: tutte condizioni che possono gravare sulle condizioni economiche delle famiglie emiliano romagnole e per cui la Regione, se vuole, può fare la sua parte come altre regioni hanno già fatto, dimostrando che quello che proponiamo si può fare”. “La maggioranza di centrosinistra – attacca il leghista Bargi – butta la palla in tribuna cercando di spostare il dibattito sulla responsabilità del Governo nazionale, evidentemente mossi dagli impulsi elettorali. Una scelta assurda perchè il nostro era un progetto di legge regionale che avrebbe avuto impatto sulle tante iniziative sociali realizzate dalla regione e tutte parametrate all’Isee e, in più, va in scia con quanto dichiarato di recente dal presidente Bonaccini che ha denunciato l’assenza di iniziative, anche per colpa dei governi di centro sinistra, a favore della natalità e delle famiglie. Questo progetto di legge era l’occasione per fare concretamente qualcosa in questo senso. Invece niente – ha concluso Bargi – in Regione sono stati dei fulmini ad approvare la legge sull’omotransnegatività, arrivando prima di una legge nazionale, mentre sul tema degli aiuti alla famiglia antepongono il bisogno di avere prima norme nazionali, che pure ci sono già e che lasciano alle regioni la palla per poter sviluppare misure più puntuali a favore delle famiglie”.













