Una vera e propria attività dedita al riciclaggio del denaro con operazioni finanziarie poco chiare: ingenti flussi di soldi di illecita provenienza. Vasta operazione condotta dal Commissariato di Polizia di Sassuolo insieme al Nucleo di Polizia Tributaria della GdF di Modena, il tutto coordinato dalla Procura della Repubblica di Modena. Le procedure investigative avviate nel 2013 hanno permesso di conoscere un’organizzazione che operava nel comprensorio ceramico, una sorta di gruppo degli “Intoccabili”, riconducibile ad una famiglia di pregiudicati, i quali attraverso intimidazioni e ricatti agivano ai danni di imprenditori e privati che si rivolgevano al sodalizio criminale per accedere al credito in un momento in cui gli istituti bancari difficilmente erogano finanziamenti. Una vera e propria usura sulle somme concesse ad artigiani oltre a concorrenza sleale nei confronti di bar o pizzerie concorrenti, infatti i proventi illeciti venivano reinvestiti in attività commeciali: in un caso obbligarono un concorrente a chiudere il proprio esercizio di ristorazione arrecando danni all’altrui proprietà con minacce e atti intimidatori. Un puzzle articolato fatto anche di amicizie, coperture, agevolazioni, eventuali “soffiate” negli ambienti investigativi e militari. In questo senso oltre agli arresti domiciliari per i due principali protagonisti del sodalizio che dovranno rispondere dei reati di usura, estorsione e corruzione anche altre misure coercitive nei confronti di tre militari dell’Arma quali il divieto di dimora,l’obbligo di presentazione alla P.G. per i reati di corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti professionali e favoreggiamento. Il Tribunale di Modena sulla base di analisi e verifiche ha disposto il sequestro preventivo dei beni facenti parte del patrimonio disponibile che tra auto di lusso, conti correnti e titoli si aggira intorno al milione e 700mila euro: fortuna sproporzionata rispetto ai gdf_ps-611x365redditi dichiarati