“E’ scandaloso che una società a partecipazione pubblica come Fincantieri intenda delocalizzare posti di lavoro all’estero. Si tratta di una scelta aziendale ancor più discutibile in un periodo storico come l’attuale nel quale la pandemia costringerà migliaia di aziende ad abbassare le serrande mettendo sulla strada decine di migliaia di lavoratori”. Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, sulla vertenza Unifer Navale di Finale Emilia.

“Stando a quanto denunciato dai sindacati nei giorni scorsi e riportato sulla stampa – spiega il consigliere modenese – l’amministratore delegato di Unifer Navale avrebbe comunicato che Fincantieri non ha intenzione di continuare la collaborazione con l’azienda di Finale Emilia perché non viene più considerata competitiva sui costi, anche se da 3 anni a questa parte Unifer Navale ha mantenuto inalterato il costo del prodotto finito consegnato a Fincantieri”.

Rispetto alla volontà di Fincantieri, che sarebbe intenzionata a delocalizzare la produzione in mercati europei dove il margine di guadagno è maggiore anche per il limitato costo della manodopera, Bargi ha depositato oggi un atto ispettivo nel quale chiede una netta presa di posizione della Giunta regionale.

Il leghista sollecita il governo di viale Aldo Moro affinché “convochi urgentemente le parti al tavolo regionale di crisi, visto il rischio occupazionale nel territorio interessato” e “coinvolga il Mise per chiarire le ragioni di quella che appare a tutti gli effetti come una delocalizzazione di Fincantieri, tanto più inopportuna in quanto si tratta di un’azienda statale che ha anche ricevuto finanziamenti pubblici per la ricostruzione post sisma”.

Bargi punta il dito sul fatto che “Fincantieri sia un’azienda statale a tutti gli effetti; il suo capitale sociale è detenuto per il 71,32% da CDP Industria S.p.A, il cui capitale sociale a sua volta è detenuto al 100% da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’82,77% del suo capitale sociale (dati azionariato 21 settembre 2020)”. Ma soprattutto stigmatizza il fatto che, a seguito delle norme per la ricostruzione post sisma “Unifer Navale aveva richiesto e ottenuto i finanziamenti a fondo perduto pari a 11 milioni di euro, a fronte dell’impegno a mantenere e creare posti di lavoro a Finale Emilia”.