Prima dell’alluvione del maggio 2023 in Romagna, diversi enti locali e associazioni ambientaliste avevano segnalato la necessità di aumentare la pulizia dei corsi d’acqua, rafforzare argini e sistemare i canali di scolo.
La Regione (guidata dal PD da anni) avrebbe preferito destinare risorse altrove, rinviando interventi strutturali più costosi ma essenziali.
La manutenzione ordinaria è stata spesso affidata a fondi frammentati e a progetti spot, senza un piano organico pluriennale.
Alcuni urbanisti hanno denunciato che, nonostante le aree alluvionate fossero classificate come “zone ad alto rischio idraulico”, negli anni sono stati autorizzati nuovi insediamenti residenziali e produttivi.
Questa scelta ha aumentato l’esposizione di persone e beni a eventi estremi, con conseguenze più gravi quando i fiumi hanno rotto gli argini.
Dopo l ultima l’alluvione che ha colpito il nostro territorio , la Regione ha chiesto ingenti risorse al governo centrale, ma è stata accusata di scaricare la responsabilità sulle calamità naturali e sul cambiamento climatico, minimizzando i ritardi nella prevenzione.
Alcuni rapporti (tra cui quelli di Legambiente) indicano che una parte dei fondi nazionali destinati alla messa in sicurezza idrogeologica negli anni precedenti non è stata spesa o è rimasta ferma a causa di burocrazia e complessità autorizzative.
La “mancanza politica” qui imputata al PD non è tanto l’assenza di interventi, ma l’assenza di un programma coerente e sistematico di prevenzione — sostituito da lavori frammentari, autorizzazioni edilizie discutibili e un eccesso di burocrazia che rallenta l’uso dei fondi già disponibili.
Su un totale di 402 cantieri programmati nelle province colpite (Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia):
•130 sono conclusi
•158 sono in corso
•114 ancora in progettazione
In altre parole, dall’alluvione del maggio 2023, solo circa un terzo delle opere è stato completato Nel bilancio di previsione regionale per il 2025, sono stanziati 14 milioni di euro per interventi specifici contro il dissesto idrogeologico in corrispondenza di infrastrutture stradali .
Non si può affermare che manchino risorse; le allocazioni finanziarie ci sono. Il vero problema sembra risiedere nell’efficacia e nella rapidità di spesa, dato che i lavori procedono lentamente e molti rimangono ancora sulla carta.
Ori Daniele
Coordinatore regionale
Patto per il Nord Emilia













