
PREFAZIONE
IL SILENZIO DEL BOSCO
Grida di rabbia e di violenza, nel bosco: viene ucciso un ragazzo in tonaca; sono urla di Caino, che nascono dalla cieca ideologia
di cuori fratricidi; rumori a cui il bosco non è abituato: nemmeno gli animali che lo abitano, nel loro notturno e libero vagare,
hanno mai violato il bosco a quel modo.
Il bosco vive del silenzio; avverte lo strepito delle armi lontane, sulle colline e tra le case, ma si pensa come oasi di pace.
Quel giorno però è ferito anch’esso dal frastuono della guerra. L’onda della battaglia vìola il bosco.
Non è un conflitto di eserciti o di truppe, ma di uomini del paese, a lungo crogiolati nell’odio e nel risentimento,
ora scaricato in modo vile su Rolando, il ragazzo in cammino verso il sacerdozio.
Ma il bosco, a poco a poco, si riprende il silenzio che gli spetta.
Avanza la primavera e tornano a luccicare i colori, tra il verde delle fronde e il rosso e il blu dei fiori.
Arriva l’estate e sorge una croce nel luogo del martirio: albero scuro fra i tronchi scuri;
albero davanti al quale l’unica parola vera è quella che nasce dal silenzio, la parola della preghiera.
Poi l’autunno, con il suo tappeto di foglie verdi e brune; e l’inverno, quando la neve ricopre il bosco,
lasciando spiccare la croce, ora imbiancata: la tomba della più orrenda morte si tramuta in culla di vita e risurrezione.
E il bosco continua a tacere. Il suo non è un silenzio pauroso e intimorito, nemmeno un silenzio attonito e stordito.
E’ il silenzio che reclama una nuova pace, che interrompe la catena dei delitti causati dall’odio: quel male che ammala,
se nessuno ha il coraggio di arrestarne il contagio. Il bosco ferma l’odio.
Il bosco chiede silenzio al cuore.
Solo il silenzio del cuore crea lo spazio per il ritorno dell’amore – amor omnia vincit – perché amore e silenzio sono fratelli.
Il bosco respinge un’altra coppia di fratelli, l’odio e le urla che l’hanno ferito, e custodisce l’amore e il silenzio, per donarlo a tutti.
Le immagini e le parole di questo bellissimo volume – amore e silenzio ne sono il tessuto di fondo – regalano raggi di pace;
risvegliano nel cuore quella persuasione che la abita nel profondo, ma che spesso rimane sepolta: l’amore è più forte della morte.
S.E.R. Mons. Erio Castellucci
Arcivescovo Abate
di Modena – Nonantola,
Vescovo di Carpi















