Como-Modena riporta alla mente una vicenda che con la passione per il calcio ha poco a che fare: parliamo del pugno sferrato da Massimiliano Ferrigno, capitano lariano, ai danni di Francesco Bertolotti atleta canarino. Era il 19 novembre 2000 e le due squadre succitate giocavano in riva al lago di manzoniana memoria una partita importante in ottica promozione: finirà 1-0 per i lombardi, entrambe le formazioni alla fine della stagione agonistica saranno promosse in serie B ma al termine della gara accade l’aggressione di Ferrigno  nei confronti di Bertolotti. Il capitano del Como vorrebbe vendicare l’espulsione rimediata in campo  a lui comminata per una spinta ai danni di Bertolotti, anche se il match è terminato con la vittoria dei biancoblu e la tensione agonistica sembrerebbe superata. A sorpresa accade l’aggressione, a freddo quasi improvvisa: in un’attimo di follia Ferrigno colpisce con un pugno Bertolotti che cade esanime a terra. Necessaria un’operazione chirurgica per salvare la vita a Bertolotti: tre ore d’intervento, fortunatamente il giocatore gialloblu si risveglia dal coma di primo grado dopo otto giorni senza danni cerebrali rilevanti; una placca di metallo  a ricordare quanto accaduto. Spezzate due carriere, Ferrigno viene squalificato per tre anni e patteggia la condanna a 10 mesi di reclusione per lesioni gravissime: tornerà in campo, ma non sarà più la stessa cosa, per lui il marchio a vita di aggressore nonostante le richieste di scusa e di perdono. Per il giocatore gialloblu svanisce il sogno di giocare con la maglia del Modena in serie A:  i Canarini nel 2002  conquistano la promozione nel massimo campionato calcistico nazionale ma Bertolotti è lontano dai campi di calcio in preda a rimpianti ed emicranie; un gesto che ha rischiato di finire in tragedia. Due vite distrutte, due carriere spezzate per un’aggressione che si doveva evitare: una brutta storia, se vogliamo sfortunata,  pagine di sport e di vita che forse prendono forma a Brescello dove i due protagonisti della vicenda erano compagni di squadra. Un romanzo velenoso, lontano dall’umanità descritta dal Guareschi parlando della Bassa reggiana: dispute irruenti ma all’insegna del rispetto e della lealtà tra Don Camillo e Peppone…fls_blobs