“Domani chiude il supermercato Esselunga di Sassuolo per una ristrutturazione che porterà a un ulteriore allargamento della superficie commerciale. Molta merce resterà ovviamente invenduta sugli scaffali e verrà probabilmente trasferita in altri punti vendita.
Chiedo invece alla direzione del supermercato un gesto di generosità: almeno parte dei prodotti invenduti, specialmente quelli più prossimi a scadenza o di cui l’azienda ritenga di potersi privare senza particolare danno economico, vengano trasferiti all’Emporio il Melograno, il supermercato dei sassolesi bisognosi, aperto da alcuni mesi a poca distanza dall’Esselunga stessa.
So che Esselunga ha già contribuito ampiamente al bilancio della città con gli oneri di urbanizzazione che pagherà per il suo ampliamento, per il quale comunque prevede evidentemente un incremento anche delle entrate e del guadagno. Mi sento quindi di chiedere un ulteriore gesto di disponibilità e solidarietà, senza tornaconto economico ma con garantita riconoscenza, verso la città di Sassuolo, che ha accolto Esseunga da molti anni sul suo territorio e l’ha premiata con fedeltà dei consumatori e disponibilità al prossimo ampliamento. Chi sul territorio ha saputo trovare un’opportunità di ricchezza contribuisca al miglioramento delle condizioni di vita di chi invece non ha avuto la stessa possibilità”. Queste le parole del consigliere comunale Gino Venturelli; a ben vedere l’appello del rappresentante Pd pare un pochino parziale e forse , in questa circostanza, il substrato politico va al di là delle buone intenzioni. Donare deve essere un atto disinteressato e non certo legato al fatto che Esselunga consegua utili; poi c’è un altro aspetto da non sottovalutare: la richiesta di un gesto di generosità viene inoltrata attraverso un comunicato stampa col logo Pd. Bene, mischiare cuore e politica come se il buono fosse da una sola parte ci pare sbagliato o se vogliamo l’atteggiamento è politicamente scorretto. Ad aumentare le perplessità la questione dei guadagni, questa storia del capitalismo è roba d’altri tempi come se fosse un obbligo dividere i ricavi. Parlare di riconoscenza e gratitudine ci pare un tantino esagerato non fosse che siamo in un mercato libero fatto di scelte per cui i consumi non possono essere indirizzati seguendo sigle o bandiere di partito; la fedeltà dei consumatori non può essere vista come una concessione di questa o quella frangia politica ad insediarsi all’interno del territorio. In sostanza è andato in scena un perverso capitolo di “Falce & Carrello , senza offese per nessuno la disponibilità ad aiutare va vista in un’ottica completamente diversa: un discorso da moralista condito da riferimenti di natura politica…
Un discorso in salsa “Falce & Carrello”:le buone intenzioni cedono il passo ad una richiesta in cui si tirano in ballo ricavi, gratidutine e fedeltà: storie di un fuorviante capitalismo…













