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PRESENTAZIONE TESTO
Simone Ghiaroni, Il disegno selvaggio. Un’antropologia del grafismo
infantile (Meltemi editore)
Martedì 17/12/2019 ore 18, Libreria Incontri a Sassuolo

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Come comunicano i bambini con i loro disegni? Come li usano? Che
rapporto c’è tra disegni infantili e arte adulta? Cosa ci rivelano sul
rapporto tra essere umani e immagini?
Questioni interessanti per tutti che saranno oggetto della
presentazione del libro di Simone Ghiaroni, Il disegno selvaggio.
Un’antropologia del grafismo infantile (Meltemi editore, Milano),
martedì 17 dicembre 2019 alle ore 18 presso la Libreria Incontri di
Sassuolo. A discuterne con l’autore ci sarà l’artista modenese
Fabrizio Loschi. Al termine della presentazione verrà offerto un
aperitivo accompagnato dai vini della Cantina Paltrinieri di Sorbara.
Un antropologo studia sul campo una strana tribù: i bambini di una
scuola dell’infanzia. In particolare, cerca di capire come questi
utilizzino spontaneamente e per i propri scopi uno strumento di
comunicazione a loro congeniale, il disegno. Evitando estetiche
primitiviste e valutazioni psicologico-cognitive, l’analisi fa
emergere, con uno sguardo relativista, come i bambini attraverso il
disegno agiscano in modalità peculiari, con precise intenzioni, nel
loro mondo sociale: comunicare la propria identità, mettersi in
relazione con il contesto, dare vita a giochi che nascono
nell’immagine, negoziare e stabilire relazioni sociali. Per cogliere
quindi il significato di un disegno è necessario valutarne le
condizioni di produzione e comprenderne l’uso all’interno del gruppo.
In questo testo, si propone una selezione di strumenti interpretativi
per analizzare la complessità e il significato del disegno infantile
colto nel suo stato “selvaggio”.

Simone Ghiaroni(nella FOTO) insegna discipline etno-antropologiche all’Università
di Modena e Reggio Emilia e all’Accademia Militare di Modena. Ha
conseguito il dottorato di ricerca in Antropologia, storia e teoria
della cultura presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. È stato
ricercatore presso il Laboratoire d’Anthropologie Sociale del Collège
de France a Parigi con una borsa di studio della Fondation Fyssen.













