Più di trenta tra esercenti e professionisti solo nel distretto ceramico sono rimasti vittima delle offerte commerciali di “Viviamo il Comune” proposto da Caravel Srl: una serie di servizi e proposte pubblicitarie improntate allo sviluppo comunicativo a livello territoriale che col passare del tempo si sono rivelate un brutto affare per gli esercenti aderenti all’iniziativa. A Sassuolo e dintorni alcuni addetti di questa società hanno fatto sottoscrivere un contratto a diversi negozianti per inserire il loro della loro azienda su piantine della città fornite di informazioni , numeri utili ed altro. A settembre dello scorso anno venditori di spazi pubblicitari hanno battuto il territorio fino a raccogliere decine di sottoscrizioni attraverso un contratto ben congegnato che lascia poche speranze di tutela per i firmatari. Il documento con il quale l’esercente si impegna reca una cifra sulla parte anteriore che si riferisce alla pubblicazione del primo anno, invece in piccolo sul retro sono riportate le diciture che fanno riferimento all’irrevocabilità del contratto che si rinnova tacitamente per 4 anni salvo disdetta. In questo modo sono stati prelevati dai conti dei firmatari i soldi fino al 2018, per una cifra ben diversa da quella riportata nella prima pagina : il tutto è accaduto lo scorso 12 agosto, una data un tantino particolare…Si potrebbe dire che il servizio fornito sia alquanto lacunoso sia a livello qualitativo che dal punto di vista qualitativo; ma questo poco importa, il problema riguarda il recupero del denaro prelevato. A questo proposito un avvocato cittadino, esperto di diritto contrattuale, che ha analizzato la modulistica utilizzata riferisce:”Tecnicamente non si può parlare di truffa, non sono rilevabili fatti penalmente rilevanti – precisa – il contratto è sicuramente sfavorevole e svantaggioso per i professionisti, ma gli esercenti a cui è stata rivolta la proposta hanno firmato e non vedo grandi possibilità di ottenere grossi risultati attraverso denunce o querele: il contratto non presenta anomalie illegali in qualche modo contestabili -aggiunge – si tratta di documenti contrattuali ben articolati, il tutto è contestabile moralmente ma da un punto di vista legale la situazione è abbastanza chiara.- Il legale, precisa -Controllando il modello di contratto in questione, posso dire di come ci sia la possibilità per i firmatari di recuperare la quota relativa al 2018, al momento non vedo grandi possibilità alternative -conclude – la cosa migliore è sottoscrivere un contratto solo dopo averlo attentamente letto, in questi casi dire che non ci sia corrispondenza tra quanto detto verbalmente o promesso e quanto scritto risulta poco rilevante: la tutela per un esercente è inferiore a quella normalmente data ad un consumatore perché si presume una maggiore avvedutezza in affari”. Ad avallare le parole del professionista anche il fatto che fino a questo momento grossi problemi da un punto di vista penale non siano stati riscontrati, possiamo dire un’abile furbata. Arrabbiati i commercianti che si sentono in qualche modo raggirati:”Nessuna informazione su delle fatturazioni che ci sembrano fuori luogo, contattate da noi alcune Amministrazioni locali dicono di non aver aderito in alcun modo a tali forme pubblicitarie”. A proposito, l’avvocato precisa:”Sugli importi prelevati non c’è molta chiarezza, in questo caso c’è l’opportunità di approfondire la questione”. Al di là di tecnicismi e formalità la cosa migliore è prendersi del tempo per analizzare e sottoscrivere un contratto; in questo senso la strada che porta al recupero di quanto prelevato appare decisamente in salita…contratto-affitto-300x210