
Nei guai per un 30enne napoletano domiciliato a Castellarano che, nonostante fosse ai domiciliari, ha continuato a perseguitare l’ex compagna con il telefono e con Facebook, inviandole messaggi intimidatori, provando a convincerla a ritirare la denuncia. Nonostante il tribunale di Napoli, dopo la condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione per atti persecutori, (espiando la pena agli arresti domiciliari, con il divieto di comunicare anche al telefono con persone diverse dal proprio nucleo familiare), l’uomo ha continuato a violare le prescrizioni che gli erano state imposte. A questo punto il tribunale partenopeo, che aveva concesso all’uomo i domiciliari, ha stabilito che il 30enne fosse meritevole di carcere.













