“Più corse, ma anche una più ampia fascia oraria entro cui i trasporti pubblici funzionano, mezzi
accessibili e spazi appropriati per attenderli e accedervi. Non è solo una questione di efficienza
o di efficacia, è proprio una questione di giustizia sociale. Ignorarla da decenni è una scelta
politica miope, oltre che scellerata” così la candidata alle elezioni regionali per la lista Civici con
De Pascale Presidente, Silvia Panini, commenta i frequenti problemi legati al trasporto pubblico
di prossimità sul territorio cittadino “e non solo: per chi viene da fuori il centro città, il trasporto
extraurbano è quasi un sogno. Ci si lamenta del fatto che le ultime corse della giornata del
Gigetto, il treno che collega Modena e Sassuolo, sono vuote. Ma non sarà mica che chi sa già
che dovrà utilizzare i mezzi dopo l’orario dell’ultima corsa, cioè dopo le 21:30 se si parte da
Modena, le 22:30 se si parte da Sassuolo, il treno proprio non lo prende e deve per forza
preferire l’automobile privata? E che chi utilizza i mezzi urbani non può prendere un autobus
dopo le 20:30?”
“Le scene di sovraffollamento dei mezzi pubblici in orario di ingresso e uscita da scuole sono il
pane quotidiano a Modena, ancora oggi dai tempi dell’ATCM” commenta Panini. “Tutto il nostro
sistema di trasporto pubblico si basa sugli orari delle scuole: un sistema anacronistico, perché
l’inquinamento della nostra aria e i disagi legati al traffico automobilistico dovrebbero portare
automaticamente ad aumentare il trasporto pubblico, affinché questo sia la scelta preferita dalla
maggior parte della cittadinanza e non solo da chi studia. Evidentemente le Dirigenze aziendali
di SETA oggi e di ATCM ieri, e delle amministrazioni di Modena hanno sempre preferito
continuare con il vecchio status quo, anzi, anche questo ora è in grave difficoltà perché le corse
in orario scolastico si rivelano insufficienti a coprire il numero di ragazzi che si reca a scuola”
aggiunge.
Alle poche corse si aggiunge l’inaccessibilità dei mezzi stessi e degli spazi adibiti all’attesa e
all’accesso ai mezzi pubblici. “Sempre per mantenere l’esempio del Gigetto, l’orario sopra
indicato come ultima corsa si riferisce agli autobus sostitutivi, mentre il treno finisce di viaggiare
molto prima. Sembra un dettaglio da poco, invece per chi ha una disabilità motoria è una
barriera, perché non sempre le corriere hanno modo di trasportare una carrozzina ad esempio.
Ampliare la fascia oraria entro la quale i treni, e non le corriere sostitutive, viaggiano
permetterebbe di agire sia in capillarità del servizio che in accessibilità, e soprattutto
significherebbe che il trasporto pubblico è inteso davvero come tale, e non solamente come
trasporto scolastico, che quindi dopo l’orario di scuola diventa sempre meno frequente. Per
quanto riguarda gli spazi, al contempo, le pensiline davanti alla stazione dei treni in piazza
Dante Alighieri sono strette e costringono le persone a scendere dalla banchina, con
conseguenti lamentele da parte degli autisti, preoccupati della sicurezza dei pedoni. Entrambe
le parti hanno ragione, ma se l’ostacolo è strutturale – l’ampiezza della pensilina – allora la
risposta deve essere politica”. La candidata evidenzia come “il problema sia realmente intergenerazionale: ieri come oggi si
chiede che il trasporto pubblico sia reso più capillare e robusto, capace di sopperire davvero
alla sua funzione, ossia essere un sostituto del trasporto privato. Oggi si parla tanto di città più sicure, ecco allora una proposta: un investimento deciso nei trasporti pubblici, aumentando le corse e la frequenza non solo in orario scolastico ma magari partendo proprio da questo, e migliorandone l’accessibilità sia dal punto di vista dei mezzi sia degli spazi di attesa. Non è una
soluzione “acchiappa like”, non sbatte nessuno in prigione, ma forse risolve parte dei problemi
che rendono così negativa la percezione di sicurezza della cittadinanza modenese” conclude.
Trasporti locali, è una questione di giustizia sociale













