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E’ una vicenda complessa, intricata e grave, quella che riguarda Maria Sergio, ingegnere ex responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune di Reggio Emilia, trasferita a Modena in analoga mansione quando il marito, Luca Vecchi, militante del PD, è diventato sindaco di Reggio Emilia rendendo la sua carica incompatibile.

Riportano gli organi di stampa come sulla signora Sergio, molto legata a Graziano Delrio dal 2006 penderebbero numerose verifiche e indagini da parte di Carabinieri, ma anche DDA, servizi segreti, e ad opera di svariate Procure per vagliare la sua attività nei confronti di soggetti del malaffare calabrese. Caso emblematico, l’acquisto di una casa “al grezzo” da un imprenditore poi risultato coinvolto nell’inchiesta Aemilia e le successive opere realizzate nella stessa.

“Già nel 2010 la Lega Nord per mesi e mesi presentò interrogazioni in Comune a Reggio e comunicati stampa – spiega Gianluca Vinci, Segretario Nazionale Lega Nord Emilia e Capoguppo in Consiglio Comunale a Reggio – ma all’epoca sembravano rimaste inascoltate.

In quel periodo – racconta Vinci – la Lega Nord segnalava come l’Immobiliare Nordest, società edile vicina al mondo cooperativo di sinistra, avesse acquistato l’area dell’ex Casello dell’A1 prima che cambiasse destinazione urbanistica, passando da infrastrutturale ad edificabile con una rilevantissimo aumento di valore.

All’epoca i nostri appelli caddero a vuoto – chiude Vinci – ma il tempo ci sta dando ragione”.

Ora che iniziano a ripetersi coincidenze ed indagini l’Ing. Maria Sergio è dirigente non più in Comune a Reggio ma a Modena sempre con medesimo incarico. “E’ inaccettabile – attacca Stefano Bargi, consigliere regionale Emilia Romagna modenese, che nonostante tutto ciò la signora Sergio continui a rivestire un ruolo pubblico così importante.

Sarebbe opportuno si dimettesse – conclude Bargi – se non vuole farlo, in attesa degli sviluppi giudiziari, per lo meno la Lega Nord chiede e combatterà in ogni sede affinché venga assegnata ad un settore non così “a rischio” di conflitto d’interesse.

Questa volta speriamo di essere ascoltati” – concludono i due esponenti del Carroccio.